LA MAMMA DI ALDOVRANDI: “I TERRORISTI DI PARIGI NON SONO DIVERSI DAI POLIZIOTTI CONDANNATI PER LA SUA MORTE”

(di Marco Zavagli) – “Quelli
che hanno sparato a Parigi non sono diversi da quei quattro poliziotti”. Sono
le parole che la mamma di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti,
pronuncia nel suo intervento a “La storia e il presente”, ciclo di incontri ai
quali hanno partecipato protagonisti indiretti di grandi eventi che hanno
segnato la storia contemporanea d’Italia, da Claudia Pinelli a Haidi
Giuliani
, fino appunto a lei, che ha ottenuto la condanna degli uomini in divisa che avevano
tolto la vita a suo figlio.

Davanti
alla platea, raccolta nel centro culturale Mercato di Argenta, nel basso
Ferrarese, la Moretti non fa distinzione tra gli agenti che intervennero in via
Ippodromo nel settembre 2005 e i membri del commando jihadista che ha seminato
il terrore lo scorso 13 novembre: “Entrambi hanno tolto vita e speranze ai
giovani”. Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto
sono condannati a tre anni e mezzo per omicidio colposo nell’ambito
di un intervento giudicato legittimo dai giudici che hanno esaminato il caso.
Pubblicità
La
mamma di Aldrovandi sostiene che “nonostante tutto, nonostante il modo in
cui la questura tentò di insabbiare la vicenda, quei quattro non li ho mai
odiati”. Li ha invece “subito percepiti come persone estremamente
banali
, ma questo non li rende meno pericolosi perché non sono in grado di
usare l’intelligenza. Ma come per il terrorismo, è importante uscire dalla
spirale di violenza e non cedere alla sua logica”.
Patrizia
Moretti passa poi a ricordare gli anni successivi a quel 2005, quando iniziò un
altro processo, quello del “revisionismo, che mise in discussione quanto
scritto dalle sentenze di tre giudici diversi”. Da qui la “rilevanza di questi
incontri” perché “il coraggio è importante, anche quello di organizzare questo
genere di iniziative, più che mai ora che sta iniziando una nuova fase in cui
si mette in discussione anche la verità processuale”.
Una
verità altra, una “vera e propria mistificazione” che punta a “dare una
connotazione politica ai morti di Stato come Stefano CucchiGiuseppe
Uva
 e lo stesso Federico. Questo viene fatto per fare politica e per
distogliere l’attenzione dalla realtà, una realtà di pura e cieca
violenza”. Le ultime parole della Moretti suonano come un congedo. “Credo
che questa di Argenta sarà l’ultima mia comparsa pubblica, mi riapproprierò del
mio ruolo di mamma privata”.