LA CASSA DI PREVIDENZA DELLE FORZE ARMATE È A RISCHIO FALLIMENTO, IL GOVERNO INTERVENGA

La situazione della Cassa di previdenza delle Forze armate è a rischio fallimento, migliaia di lavoratori attendono di ricevere i dovuti trattamenti previdenziali ma ormai da mesi si parla di un default annunciato, con la nomina dei vertici che rimane sospesa a data da destinarsi e le preoccupanti segnalazioni pervenute anche dai Co.Ce.R.

Lo afferma la deputata del Movimento 5 Stelle Tatiana Basilio, componente della IV Commissione Difesa, commentando la presentazione di una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa, avente ad oggetto la critica situazione finanziaria della Cassa di previdenza delle Forze Armate e sottoscritta anche dagli altri deputati grillini della Commissione Difesa, Emanuela Corda, Luca Frusone e Gianluca Rizzo.

In un paese davvero civile il welfare-state e, con esso, i trattamenti pensionistici e le prestazioni previdenziali dovrebbero rappresentare una priorità per il Governo.

In tal caso, invece, il Governo sta assistendo passivamente alla lenta dissoluzione dell’ente previdenziale senza assumere alcun provvedimento, nonostante tale situazione coinvolga direttamente migliaia di cittadini che, indossando una divisa, hanno servito lo Stato attraverso i ruoli delle Forze armate.

Per questo chiediamo a gran voce che il Ministro Pinotti fornisca risposte chiare su quali siano le prospettive e che il Governo si faccia presto carico dal punto di vista economico per salvare la Cassa dall’inesorabile fallimento.

[infobox title=’Interrogazione a risposta in commissione 5-10592 presentato da BASILIO Tatiana testo di Mercoledì 15 febbraio 2017, seduta n. 742′]

Al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:
la Cassa di previdenza delle Forze armate, che dal 2009 raggruppa tutte le preesistenti casse previdenziali militari, è un ente di diritto pubblico non economico sottoposto alla vigilanza del Ministero della difesa, che esercita i relativi poteri e funzioni attraverso lo Stato maggiore della difesa e gli uffici dell’amministrazione competenti per materia;
nel corso della riunione del 13 ottobre 2016 tenutasi tra i rappresentanti dello Stato maggiore della difesa e i rappresentanti del CO.CE.R. è emerso l’inquietante scenario di un default di 6 fondi su 7 in assenza di nuovi provvedimenti normativi; il primo fondo a rischio nel 2022 sarebbe quello per i sottufficiali dell’esercito e dei carabinieri per giungere sino al 2032 con i Fondi per gli ufficiali di marina militare, esercito e carabinieri; secondo quanto appreso da esponenti delle Forze armate, in realtà la situazione di default in cui verserebbero le Casse di previdenza in questione sarebbe ben più grave, tanto da ipotizzare una possibile soppressione anticipata rispetto alle annualità sopra indicate; accanto alle numerose unità di personale che cesseranno dal servizio per sopraggiunto limite di età di 60 anni, vi sarebbe infatti una nutrita aliquota di personale di età inferiore destinata alla riserva a domanda o che per sopravvenuta inidoneità al servizio militare, sono destinate ad incrementare di otto il numero di potenziali utenti delle prestazioni previdenziali, rispetto a quanto astratta e le ipotizzato dai calcoli statistici;
la crisi delle Casse di previdenza dei sottufficiali sarebbe altresì imputabile al mancato rinnovo dei vertici, nonostante la cessazione degli incarichi sia avvenuta ufficialmente il 23 ottobre 2016; nella relazione della Corte dei Conti sull’esercizio finanziario 2013-2014 della Cassa previdenziale delle forze armate, i magistrati contabili hanno rilevato che l’attuale sistema di gestione presenta criticità sotto il profilo sostenibile finanziario; gli interroganti si erano già interessati con atto di sindacato ispettivo n. 5/07279 della questione senza ricevere risposta dal Governo;
preoccupazioni sono state espresse sia dai CO.CE.R. che dal personale delle forze armate per non avere certezza sulla futura gestione delle quote da loro versate alla Cassa previdenziale –:
se il Ministro intenda fornire elementi sulle soluzione proposte al personale delle forze armate in merito alla previsione di default della cassa previdenziale delle forze armate; quali iniziative normative intenda promuovere per rimediare ad una gestione fallimentare dell’istituto previdenziale vigilato dal Ministero; quali siano le cause del ritardo della nomina dei vertici delle Casse previdenziali e se il Ministro non ritenga opportuno assumere, con assoluta celerità, le iniziative di competenza per provvedere in tal senso.

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