LA CARICA DEI POLIZIOTTI PRESI QUA E LÀ PER TAPPARE LE FALLE DELLA SICUREZZA

(di Silvia Mancinelli) – Arriveranno
oggi a Milano, chi in macchina chi in treno, gli agenti della direzione
centrale anticrimine e della polizia di prevenzione per svolgere ordine
pubblico all’Expo.

Demansionati, catapultati nel capoluogo lombardo senza
alcuna informazione né direttiva eccetto l’orario prestabilito per il loro
arrivo.
Alle 18 in punto professionisti dello Sco (il servizio
operativo che si occupa sul campo di criminalità organizzata e della ricerca di
latitanti), uomini della Scientifica e del controllo del territorio, agenti
impegnati nell’antiterrorismo e nelle indagini più complicate vestiranno una
divisa che non indossano da decenni per alternarsi nell’ordine pubblico della
fiera pronta per essere inaugurata.
La denuncia è partita dal Sap, il sindacato di Polizia sul
piede di guerra contro un’iniziativa “assurda e inedita” annunciata
in una circolare del 21 aprile scorso.
«A maggio, giugno, settembre e ottobre personale della
direzione centrale anticrimine e della direzione centrale polizia di
prevenzione dovrà essere aggregato per i ruoli di agenti/assistenti,
sovrintendenti ispettori insieme ai colleghi della direzione generale risorse
umane e a quella degli affari generali per svolgere un servizio ordinario –
spiega Gianni Tonelli, segretario generale del Sap -. In pratica oltre un
centinaio di agenti, abituati a lavorare in borghese per non essere
riconoscibili dagli uomini oggetto di indagine,  saranno bruciati per tamponare le falle di un
sistema al collasso. Sono stati avvertiti venerdì per partire il lunedì.
Nessuno ha spiegato loro turni e tipologia del servizio che
svolgeranno, chi sarà il responsabile per prenderli in forza. Gli è stato
semplicemente chiesto di rimediare una divisa in fretta e furia (ordinaria o da
ordine pubblico non è chiaro, comunque introvabile nei magazzini Vega
sprovvisti da mesi) e di presentarsi puntuali oggi alle 18 nella caserma
Sant’Ambrogio.
E andrà avanti così. Dopo quindici giorni di servizio
torneranno a Roma, sostituiti per la seconda metà del mese da altri colleghi
degli stessi uffici, anche loro destinati a bruciarsi».
Il contributo in uomini che anche le direzioni centrali sono
chiamate a dare in vista dell’apparato sicurezza dell’Expo Milano, rischia
secondo il Sindacato di Tonelli di mettere in grossa crisi professionisti che
nulla c’entrano con l’ordine pubblico, impegnati a lavorare dietro le quinte in
indagini strategiche e preferibilmente nell’anonimato per svolgere attività di
supporto tecnico investigativo come l’istallazione di microspie.

«In 31 anni di Polizia non ho mai visto una cosa simile –
commenta e conclude Tonelli -. E’ la certificazione che l’apparato è ormai
logoro».

Il Tempo – 27/04/2015