“IO, AGENTE DI 50 ANNI VIVO CON MIA MADRE, AMO IL NOSTRO LAVORO MA QUESTA NON È VITA”

ROMA – “Io
sono fortunato. Già perché ho mia madre che mi ospita, altrimenti non saprei
dove sbattere la testa. Tra gli alimenti a mia moglie e i miei tre figli e la
rata della macchina è un miracolo se arrivo a fine mese. Eppure sono uno che ha
sempre voluto fare il poliziotto, il poliziotto e nient’altro, come mio padre.
Io ci credo. Sono trent’anni che ci credo, nonostante tutto”.

Non può dire il
suo nome quindi scegliamone uno a caso: Franco. Una circolare della questura di
pochi giorni fa vieta tassativamente agli agenti di parlare coi media, pena
durissime sanzioni e allora vada per Franco. Cinquant’anni, fisico sportivo
temprato da una vita di pugilato e arti marziali, capelli biondi (pochi)
maglietta blu con l’acronico Acah (All cops are heroes, la risposta ironica
agli ultrà del gruppo Acab, tutti i poliziotti sono bastardi), sorriso aperto e
quasi infantile. Nonostante tutto.
L’appartamento
popolare di Tor Pignattara dove abita con l’anziana madre è arredato con
sobrietà ma gusto, pieno di quadri e di trofei sportivi.
“Alla mia
età mi ritrovo con mamma, come quando ero ragazzino. L’aiuto facendo la spesa
al discount, sono appena tornato da Lidl e contribuisco alle bollette ma non è
la vita giusta per uno della mia età, non c’è neanche bisogno di dirlo”.
Quanto guadagna?
“Arrivo a
1.800 euro al mese, annessi e connessi. Sono assistente capo e dovrei passare
sovrintendente col prossimo concorso ma tanto, con i contratti bloccati, non
prenderò un centesimo di aumento anzi, forse addirittura me lo ridurranno, lo
stipendio”.
Quanti figli ha?
“Tre, di 12,
10 e 6 anni. Sono separato, come la maggior parte dei miei colleghi, i
matrimoni dei poliziotti sono ad alto rischio. A mia moglie passo 800 euro al
mese, lei lavora in nero e dalle tasse posso scalare solo l’ex coniuge, non il
mantenimento dei bambini. Ho un salvadanaio, come i ragazzini, dove metto gli
spiccioli per pagare la vacanza coi miei figli ma quest’anno non sono riuscito
a portarceli. Si è rotta la frizione della macchina, una botta da mille euro
che s’è mangiata tutti i risparmi”.

Che macchina?

“Una Renault
Scenic del 2003. Tra un anno avrò finito di pagarla. Magari allora riuscirò a
trovare un appartamento in affitto. Ci ho provato ma non ci arrivo proprio. In
borgata, per un monolocale, chiedono minimo 500 euro al mese. Io potrei pagarne
al massimo 300 ma per quella cifra ho trovato solo un buco a Monterotondo.
Troppo distante per il lavoro che faccio. E meno male che ci hanno ridato la
tessera di servizio per salire sui mezzi pubblici gratis, che era stata sospesa
per due anni. La uso sempre, sapesse quanti maniaci, quanti borseggiatori ho
acchiappato sui bus… “.
Dopo la
separazione dove ha vissuto?
“Alloggio di
servizio, una pacchia. Eravamo in due per stanza, coi bagni all’esterno ma era
gratis. Poi, a un certo punto, è arrivata la disposizione che assegnava le
camere ai nuovi agenti, quelli appena arruolati e mi hanno sloggiato. Ho
provato a oppormi, niente da fare. Da noi funziona così. Le mie divise e parte
delle mie cose sono ancora lì, almeno quelle” .

Dove presta servizio?

“Al
commissariato. Ho sempre amato il commissariato, secondo me è quella la vera
polizia. Adesso sto in ufficio ma ho fatto l’autoradio per anni. Turni in
quinta, notti, quel tanto di straordinario che ci lasciano fare… Riuscivo a
rimediare fino a 100, 120 euro in più. Adesso sto pensando di far domanda per
tornarci, in strada. Tanti miei colleghi, anziani e fuori forma, fanno servizio
sulle volanti per i soldi mentre quelli giovani e motivati, come niente, li
seppelliscono in archivio o ai passaporti. Io, quando mi sono separato da mia
moglie, cercavo sempre di fare il turno di notte, m’avevano soprannominato il
Pipistrello, pensi un po’. Per non parlare dell’ordine pubblico. Quello lo
fanno tutti, sempre e comunque. Sa qual è l’età media dei miei colleghi?
Indovini: 47 anni. Ce li vede in strada prendersi le mazzate?”.

È mai stato ferito in servizio?

“Mai. Sono
stato fortunato. Scontri, inseguimenti e scazzottate, ovviamente, non mi sono
mancati ma ne sono sempre uscito bene. Gli altri, i cattivi, spesso un po’
meno. Ma io sono uno che si è sempre allenato, che si tiene in forma e continuo
anche ora, nonostante tutti i problemi quotidiani”.
Arrotonda lo
stipendio in qualche modo?
“Beh, do
qualche lezione privata di arti marziali. Ho un amico che ha una palestra dove
mi alleno e ogni tanto insegno ma non tengo un corso. Altri agenti fanno di
tutto: meccanici, muratori, scorte ma soprattutto sicurezza. A fare il
buttafuori nei locali guadagni 60 o 70 euro a notte ma con che faccia? Qui a
Roma i night o sono dei Triassi o dei Casamonica (due noti clan malavitosi
capitolini, ndr) e come si fa a farsi pagare da quella gente? Per lo stesso
motivo non ho mai voluto passare alle scorte, anche se me l’hanno proposto tre
volte e si guadagna di più: non ci sto a fare l’angelo custode di un politico
che, come niente, ruba molto di più dei ladri e dei borseggiatori che
arrestiamo ogni giorno”.
È iscritto al
sindacato?
“No,
m’interessa poco. Ma se ci fosse da scendere in piazza lo farei. Qualche
anno fa, alle volanti, hanno organizzato una protesta: appena uscivano
fermavano il primo lavavetri e giù verbali e verbali, bloccavano la macchina
per tutto il giorno. Alla fine, credo che l’abbiamo spuntata”.

Come vede il suo futuro?

“Ancora
dieci anni di servizio, sperando che lo stipendio si sblocchi e poi una
pensione da fame, come mio padre che è venuto dall’Umbria col sogno della
divisa”.

FONTE

Commenti Facebook

Lascia un commento

error: Content is protected !!