In rientro dalle missioni, militari dell’Aeronautica in tenda, colleghi di Esercito e Marina in albergo

Pubblichiamo il comunicato stampa del SIAM “Sindacato Aeronautica Militare”:

Questo è il modo in cui l’Aeronautica Militare ringrazia il personale inviato in missione in teatri operativi dove alcuni rischiano anche la vita: al loro rientro in patria, all’aeroporto militare di Pratica di Mare vengono sottoposti al tampone per il COVID-19 e poi lasciati 24/48 in tende campali, con pochi bagni, senza acqua fresca e con oggettive difficoltà dovute anche al gran caldo della stagione estiva mentre i colleghi di Esercito e Marina stanno in strutture militari più idonee o in albergo in attesa del responso dei tamponi.

Seppur l’Aeronautica abbia fatto importanti sforzi per allestire alla meglio il campo di accoglienza per il personale in entry/exit dai teatri operativi, il SIAM deve intervenire per denunciare una situazione logistica inaccettabile!

Infatti, mentre gli stessi colleghi di Esercito e Marina, al loro invio/rientro dai teatri operativi e che passano da Pratica di Mare, dopo il tampone COVID-19 vanno a dormire in Hotel a 4 Stelle dell’hinterland Laziale, i nostri iscritti al SIAM lamentano una palese ed ingiusta disparità di trattamento e per di più in condizioni logistiche inaccettabili, le tende campali.

Ecco come si presenta la situazione a Pratica di Mare:

il campo denominato “Castrum” è dotato di 14 tende da 8 posti ciascuna per un totale di 112 posti branda, con 1 bagno chimico ogni tenda. Mentre nel campo denominato POEE (Point of Entry/Exit) ci sono tende con 8 posti branda per un totale di 40 posti e solamente 8 bagni chimici in tutto a disposizione.  Semplici brandine senza lenzuola, cuscini e coperte. Manca una zona idonea alla consumazione dei pasti che vengono serviti nelle tende all’interno di vaschette di plastica. Quindi i pasti vengono consumati nelle brande dove poi la gente dorme. I bagni chimici sono di dimensioni molto ridotte, con lavabi piccolissimi e senza nessun bidè nel caso fosse necessario per qualche collega donna nella parte del mese più delicata, ma non solo. Assenza totale di frigoriferi per acqua fresca e soltanto 2 litri di acqua a temperatura ambiente al giorno a persona ( che nei giorni scorsi a Pratica di Mare era di 36°C!). Nessun distributore di bevande e caffè. Non siamo del tutto convinti, infine, che tali disposizioni rispettino i DPCM ministeriali in materia di distanziamento sociali anti contagio.

Inoltre manca l’acqua corrente, la qual cosa pone le condizioni igieniche davvero al limite.

I nostri colleghi al loro rientro in Italia, dopo  quasi 10  mesi di assenza e lontananza dalle proprie famiglie devono obbligatoriamente dormire 24/48/72 ore in queste pessime condizioni a differenza dei colleghi di altre forze armate che vengono autorizzati all’uso di strutture alberghiere o in alloggi consoni della stessa forza armata. Purtroppo la permanenza nelle tende è strettamente legata al rilascio degli esiti dei tamponi da parte del Celio che stanno tardando anche 3 giorni ad arrivare. Il che significa stare 3 giorni e 3 notti in queste pessime condizioni logistiche ed igieniche.

Ci chiediamo se sia proprio necessario trattare il personale militare in questo modo, tra l’altro mentre le altre forze armate prediligono altre strutture esterne per sistemare il personale in attesa dell’esito del Celio.

Il SIAM è fermamente convinto che gli standard minimi alloggiativi del personale militare debbano essere sempre garantiti, a maggior ragione se ci si trova in una situazione di pace e non di guerra. La dignità dei militari impegnati in tali missioni, il rispetto del loro lavoro non può essere calpestata in questo modo.

Le condizioni logistiche e sanitarie di queste tende non sono, a nostro avviso, consone e rispettose delle più elementari norme di igiene e vanno contro la dignità del personale militare. Questo è il vero motivo per il quale Esercito e Marina hanno scelto di fare uso di altre strutture più idonee per il proprio personale. Non vediamo nessuna ragione per cui l’Aeronautica debba trattare in questo modo i propri militari e montare inutili campi profughi sotto al sole e con servizi insufficienti e al limiti di sopportazione per condizioni igienico/sanitarie.

Riteniamo questa situazione di Pratica di Mare vergognosa!

Chiediamo ai vertici militari di intervenire immediatamente per porre fine a questo trattamento insensato e fuori dal tempo e di porre fine all’uso di tensostrutture con scarse condizioni igienico/sanitarie e di mettere subito a disposizione alloggi più idonei per i militari in partenza e rientro dai teatri operativi che consentano una degna attesa dei risultati del tampone COVID-19.

Il SIAM è sempre attento a non aprire sterili polemiche tenendo conto della condizione militare che ci caratterizza e delle particolari condizioni operative dove spesso i nostri colleghi si trovano ad operare. Ma qui stiamo parlando di territorio italiano, in tempo di pace e di totale mancanza di condizioni igienico/sanitarie, acqua corrente, bagni e docce e idonei luoghi ove consumare pasti.

Possibile che la Difesa non abbia ancora stanziato idonee risorse economiche d’urgenza per far fronte a questa situazione nata dall’emergenza COVID-19?

Ci sfugge il motivo di tali insensate decisioni.

Il SIAM

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