Esercito

“IL DIAVOLO ENTRA DALLA VAGINA”. UFFICIALE DELL’ESERCITO PLAGIA LE SUE VITTIME PER OTTENERE SESSO ORALE

“Il diavolo entra dalla vagina”. Le chiamavano “preghiere di liberazione” o di “guarigione” per le quali era necessario un “olio benedetto”. Pratiche e strumenti con i quali facevano leva sulla fragilità delle vittime, utilizzando le loro paure o le loro patologie per abbattere ogni inibizione, per convincerle subdolamente che quelli potessero essere gli unici rimedi per curarle dal “demonio” o dal “malocchio”. Sono gli inquietanti dettagli pubblicati dal quotidiano online di Napoli InterNapoli.

Sono solo alcune delle squallide scuse adottate da Salvatore Anello, sacerdote dell’ordine dei Cappuccini, e Salvatore Muratore, ufficiale dell’esercito, per far scivolare le proprie mani sotto le magliette o dentro alle mutandine. Le indagini della sezione di polizia di giudiziaria della polizia di stato, Procura della Repubblica-Tribunale dei minori, vengono avviate dopo la denuncia di una donna e delle sue figlie (entrambe ancora lontane dalla maggiore età) che avrebbero subito lo stesso trattamento da parte dell’ufficiale militare. “Il rito iniziava con un forte abbraccio – racconta una delle donne coinvolte – e lui mi diceva “prendi energia” e che stavo ricevendo, lo Spirito Santo. Io mi sentivo subito svuotata, stanca e stordita, e non capivo la reale portata dei miei gesti e dei miei pensieri”.

“Mi diceva che dovevamo pregare mettendo l’olio sul petto. Mi ha infilato la mani dentro il pantalone ed io mi sono allarmata per quello che faceva. Eravamo chiusi a chiave nella cameretta. Inizialmente non chiudeva la porta, poi ha detto di chiudere la porta ed abbassare le serrande. Nelle altre stanze c’era mia madre, sua cugina ed altre persone. La mamma faceva in modo di farlo venire a casa quando papà non c’era”, ricostruisce un’altra delle vittime. “Quando lui faceva queste cose io iniziavo a gridare ed a graffiarmi, era come se sentivo nell’immaginario che combattevo con qualcosa che c’era dentro di me. Mi aveva messo in testa questa convinzione, che invece era una cavolata. Quando lui se ne andava stavo bene”.

“Lui mi avvicinava con la testa al suo pene, mentre avevo gli occhi chiusi, e io facevo sesso orale. Mi teneva la nuca che secondo lui serviva per superare i traumi. Quando mi avvicinavo a lui iniziavo a gridare come se il demonio uscisse e mi diceva di prendere energia dal suo pene”.
Ma Muratore -secondo Metropolis- si sarebbe spinto anche oltre, arrivando a parziali penetrazioni. Lo stesso militare avrebbe portato alcune persone dal parroco per verificare se fossero possedute dal demonio.

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