Carabinieri

“Il carabiniere si difese”. Nessun processo all’appuntato che sparò mentre veniva aggredito dal custode castello che impugnava coltello e bastone

Non verrà processato il carabiniere che a fine febbraio dell’anno scorso, dopo essere stato aggredito, aveva sparato a Eugen Dejan, 54 anni, uccidendolo. Il procedimento è stato archiviato dato che si sarebbe trattato di legittima difesa, questo anche dopo che il fratello del morto si era opposto all’archiviazione, chiedendo venisse comunque avviato un processo per eccesso colposo di legittima difesa. L’avvocato del carabiniere, un appuntato scelto del reparto radiomobile di Cossato. Andrea Conz aveva invece presentato una memoria difensiva in cui ribadiva le motivazioni espresse dal procuratore Teresa Angela Camelio. Nella ricostruzione dell’accaduto, anche se il colpo fosse stato sparato volontariamente non ci sarebbe stata responsabilità penale, in più è stato dimostrato dai periti che si è trattato di uno sparo accidentale, dovuto a fatto che Bejan, ubriaco, dopo aver aggredito carabinieri e personale del 118 impugnando un bastone e un coltellaccio, si era accanito sull’appuntato rimasto indietro per permettere la fuga agli altri coinvolti. Seguendo la procedura il carabiniere aveva prima spruzzato lo spray al peperoncino, questo non era servito ad altro che a far ulteriormente infuriare Bejan che si era scagliato sui presenti, in quel momento incolonnati in uno stretto corridoio. Il carabiniere colpito con il bastone a una spalla e al capo aveva estratto la pistola e sparato due colpi d’avvertimento, l’aggressore aveva a quel punto lasciato il bastone e afferrato la mano in cui il militare teneva la pistola. Quando è partito il colpo, sempre secondo la perizia, aveva il braccio alzato pronto a sferrare un fendente con il coltello.

La tragedia si era verificata al castello di Cerreto di cui Bejan era il custode. L’uomo, che spesso lavorava anche nelle campagne della zona quando era ubriaco chiamava il servizio di emergenza, a volte il 118, annunciando di volersi suicidare. Solo negli ultimi mesi si contavano decine di interventi. In quel giorno di febbraio l’arrivo dei carabinieri di supporto ai sanitari lo aveva molto indispettito ed era scattata l’aggressione.

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