I SOLDATI DI HITLER DROGATI DI METANFETAMINE PER AFFRONTARE LA GUERRA: L’ARMA SEGRETA DEL NAZISMO

L’esercito della Germania di Hitler avrebbe fatto uso di
stimolanti chimici in modo sistematico. In particolare di Pervitin, una
metanfetamina che nel XX secolo era diffusa nelle zone rurali degliStati
Uniti, soprattutto sulla costa ovest. Gli effetti? Può far stare svegli
e attivi fino a 22 ore consecutive.

A sostenerlo è lo scrittore tedesco Norman Ohler nel suo ultimo
libro “Der totale Rausch. Drogen im Dritten Reich” (ovvero “La totale
euforia. Droghe nel Terzo Reich
“, edito in Germaniada Kiepenheuer
& Witsch
). A 70 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale si
sfaterebbe così il mito del Terzo Reich, guidato dal doping e non
solo dall’ideologia, dalla disciplina e dalla potenza militare.

Fin dalle primissime fasi della Seconda guerra
mondiale, scrive Ohler, ilPervitin veniva somministrato ai soldati
della Wehrmacht e nel ’39, ai tempi dell’invasione dellaPolonia, era
distribuito quotidianamente insieme al cibo. Secondo quanto riporta
il Corriere della Sera, Otto Ranke, capo del psicologi
dell’esercito, la considerava una sostanza di grande valore militare e
aveva convinto i generali del Reich dell’utilità della sostanza sul campo
di battaglia. Così l’anno successivo, nel ’40, lo stimolante diventò
addirittura decisivo nell’invasione del Belgio. E anche durante la
campagna di Francia: l’avanzata nelle Ardenne fu estenuante
e durò tre giorni, al termine dei quali i francesi uscirono sconfitti.

L’idea iniziale dell’autore, però, non era di scrivere un saggio storico,
ma un romanzo. Poi, durante la preparazione del libro, le ricerche
negli archivi tedeschi di Friburgo e Coblenza ma anche
negli Stati Uniti, hanno cambiato il corso del libro. Ed è stata
decisiva la consultazione degli interrogatori del medico personale diHitler,
Theodor Morell, tutti conservati alla Cia.

E così il libro nella sua stesura finale si è allontanato sempre di
più dalla finzione e si è avvicinato alla storiografia. La
storia del nazionalsocialismo dev’essere quindi riscritta? No, ha
spiegato Hans Mommsen, uno dei più autorevoli storici tedeschi specializzato
sul Terzo Raich. “Ma questo libro – ha aggiunto – cambia il quadro generale”.

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