I MILITARI VOTERANNO SECONDO COSCIENZA. CONTINUANO LE POLEMICHE SUL RIORDINO

I militari attendono il riordino delle carriere da oltre vent’anni ed oggi vedono finalmente uno spiraglio con il quale affrontare e risolvere le loro numerose problematiche funzionali che porterebbero indubbiamente a delle migliorie. E’ quanto si legge in una nota del CoCeR Comparto Difesa, categoria C. Usare il malcontento di alcuni e generalizzare sulla contrarietà alla riforma costituzionale è strumentale e rappresenta un pessimo modo di fare giornalismo. Per tale motivo ci dissociamo da tutte quelle affermazioni che appaiono infondate e che si inseriscono in un dibattito politico sulla riforma Costituzionale molto acceso su cui i militari, quali appartenenti ad una Istituzione dello Stato, devono esserne lasciati fuori pur nella consapevolezza che anche loro, come singoli cittadini italiani, voteranno secondo libera coscienza.

Nel frattempo non si placano le polemiche sul riordino conseguentemente all’incontro del Cocer con lo Stato Maggiore della Difesa. “

In qualità di delegato Cocer – sottolinea il delegato Cocer Esercito Foti –  aggiungo al comunicato stampa del Presidente il Gen. Div. Paolo Gerometta che la categoria “D” ha deliberato un documento con tanto di proposte che il 1 reparto non ha preso in considerazione, infatti in occasione dell’ultimo incontro abbiamo abbandonato l’aula. Dal 2015 aggiungo che la nostra categoria è stata scippata di qualche piccola considerazione professionale che avevamo ottenuto con il precedente mandato sulla 2938. Infatti la nuova 2938 ha creato un progressivo malessere tra il personale in tempi di crisi economica. Ora da un lato soffriamo la crisi, non veniamo considerati professionalmente, ci scippano il riordino con una bozza improponibile, non per ultimo i graduati dell’esercito sono stati pure esclusi al concorso della riserva ufficiali rispetto ad altri colleghi e ci mettono pure il fetz.

Con quale faccia possiamo rappresentare il personale con questi risultati fallimentari?

Dall’altra parte protestano i sergenti come nel 2013 contro il “riordino” con tanto di messaggi addirittura solidali da parte della politica e qualche dirigente. Ora si condannano le nostre iniziative? Che personalmente alcune le condivido ed altre no. Non ci possono essere figli e figliastri nelle nostre forze armate Ed oggi i fatti dicono che i graduati e volontari sono stati i più penalizzati a livello professionale, economico e in tema di progressione delle carriere rispetto ad altre categorie, secondo quanto previsto da quella bozza. La politica pretenda di esaminare la bozza del riordino fatta dall’amministrazione difesa. Che io stesso da oggi invierò a tutti i membri della IV Commissione Difesa con tanto di documento e proposte della nostra categoria che non hanno preso in considerazione. A volte dall’alto – conclude Foti – qualcuno dovrebbe avere l’umiltà di ammettere i propri errori. Un bagno di umiltà, serve a tutti.”