I carabinieri incontrano il Premier: “Tempi biblici per il TFR, arruolati 81/83, servizio di leva nell’Arma e legge sui sindacati penalizzante”

I delegati del Co.Ce.R. Carabinieri nel corso della riunione tenutasi il 24 maggio con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta hanno prospettato le “esigenze la cui soluzione riteniamo indifferibile e che incidono sul morale e sulla dignità del personale dell’Arma, in servizio e in congedo”, che vi elenchiamo di seguito:

✓ in primo luogo riteniamo opportuno un impegno politico per tutelare maggiormente gli operatori in divisa, troppo spesso criticati, attaccati o accusati per il loro lavoro quotidiano a favore della popolazione. È necessario approvare norme che garantiscano l’operatore, oggi sempre più in balia del delinquente di turno, a cui spesso si tende a dare più credito. Non vogliamo giustificare i colleghi che commettono reati, nei cui confronti siamo e saremo i primi censori, vogliamo tutelare tutti quei Carabinieri che quotidianamente rischiano la propria vita, ma il cui operato è sempre censurato e criticato, vogliamo che anche al personale in divisa sia riconosciuta la presunzione di innocenza costituzionalmente garantita sino a sentenza passata in giudicato;

✓ ogni anno il personale dell’Arma “regala” allo Stato dai 50 agli 80 milioni di straordinario non pagato e non recuperato per i servizi svolti e documentalmente certificati. Un gesto di apertura del Governo verso chi lavora oltre il dovuto, per garantire il controllo del territorio e sopperire alla forte carenza organica, potrebbe essere quello di individuare le somme necessarie e pagare entro l’anno quanto maturato e non ottenuto nel corso del 2018. È sotto gli occhi di tutti che la carenza organica venutasi a creare a seguito di scelte governative del passato non potrà essere risolta nel breve termine. Infatti, 9.000 militari non si arruolano e si formano in pochi anni, ma di contro il servizio quotidiano deve essere garantito e quindi il personale sarà costretto a lavorare oltre l’orario previsto. Non ci pesa, ma il giusto riconoscimento economico di quanto in più fatto sarebbe il gesto politico migliore;

è indifferibile intervenire sui tempi biblici di erogazione del trattamento di fine rapporto. Anche in questo caso, la scelta di un Governo passato di far cassa prevedendo il rimborso a rate di quanto spettante al termine di un lungo periodo di onorato servizio, penalizza i militari che in quella somma contavano per dare l’anticipo per l’acquisto di una casa o per far fronte ad altre esigenze familiari;

✓ è necessario porre rimedio all’iniquo trattamento del personale arruolato nel periodo dal 1981 al 1983, che per una difforme applicazione della norma da parte dell’INPS è costretto a subire un taglio di ben dieci punti percentuale sulla pensione. Per evitare il proliferare di ricorsi alla Corte dei Conti, definiti puntualmente a favore del personale militare, il Comando Generale ha proposto nel mese di dicembre un emendamento non recepito che oggi reiteriamo allegandolo al presente documento;

✓ occorre individuare la soluzione opportuna per riconoscere la cassa sottufficiali al personale riformato o transitato nei ruoli civili, oggi ingiustamente defraudato dei versamenti effettuati negli anni. Anche sulla questione in argomento alleghiamo un emendamento, certi di un Suo autorevole intervento;

✓ auspichiamo un intervento legislativo affinché siano “rivisitate” le attuali norme di legge che, nel disciplinare il servizio di leva su base volontaria, hanno stabilito che il contingente annualmente autorizzato debba essere diviso esclusivamente tra l’Esercito, la Marina e l’ Aereonautica. L’assegnazione all’Arma dei Carabinieri di una quota parte di tale contingente, opportunamente incrementato per non creare difficoltà gestionali alle altre Forze armate, consentirebbe di:

– mitigare la forte sofferenza organica nell’Arma dei Carabinieri, arruolando personale con ridotti costi rispetto ad un Carabiniere in servizio permanente;

– intervenire concretamente sull’invecchiamento, con conseguenti benefici per l’operatività dei servizi svolti;

– avere una costante rigenerazione, a vantaggio dell’impiego;

– preparare con qualificato e mirato addestramento, i futuri volontari per l’organizzazione della Protezione Civile, per l’inserimento sia nelle file dell’Associazione Carabinieri in congedo, sia delle altre associazioni di volontariato sparse nell’intero territorio nazionale, con impiego anche in altre attività di pubblica utilità quali tutela ambientale, educazione e promozione del patrimonio artistico, culturale ecc;

– realizzare una riserva per alimentare, 1n caso di necessità/mobilitazione, i reparti/forze di polizia impegnate nella difesa interna del territorio, mediante un elastico e dinamico richiamo in servizio, su base volontaria.

Non possiamo condividere, contestualmente, la posizione di chi continua a chiedere il ripristino della riserva assoluta, ovvero del passaggio obbligato presso le altre Forze armate di tutti quei giovani che aspirano ad essere incorporati subito nelle Forze di polizia;

viste le decisioni assunte dalla Corte Costituzionale consideriamo necessaria l’estensione di una giusta sindacalizzazione al personale militare (garantire in via effettiva il diritto con una legge che preveda esclusivamente le limitazioni previste dalla Costituzione). Al riguardo, la commissione Difesa sta discutendo una riforma fortemente penalizzante per i diritti sindacali dei militari i cui contenuti sono più deboli dell’attuale rappresentanza e prefigurano una lesione importante dei diritti di tutti i cittadini militari.