Guardia di Finanza, servizio ai seggi elettorali: personale “anziano” non volontario e riprogrammazione improvvisa e forzosa dei turni

Il Sindacato Nazionale Finanzieri in merito a segnalazioni in ordine a problematiche ad “ampio spettro”, scaturenti da “fibrillanti” disposizioni relative ai servizi di Ordine Pubblico da garantire in occasione delle imminenti competizioni elettorali e referendarie del 12 giugno p.v., ha registrato alcuni preoccupanti “elementi di novità”. E’ quanto emerge in un comunicato per Infodifesa.it.

In sintesi, il Sindacato Nazionale Finanzieri ha evidenziato cinque ordini di questioni che lasciano fortemente perplessi, anche quale indice sintomatico per la predisposizione di eventuali correttivi, nonché per la condivisione di buone prassi per il futuro:

1) Riprogrammazione, a distanza di pochi giorni, dei turni settimanali con anticipazione “forzosa” di S.C. e R.S.;

2) Mancata previsione di fruizione pasti per coloro i quali si troveranno nelle condizioni di fruirne, secondo le fasce orarie di servizio, a causa dei tempi di percorrenza per raggiungere concretamente il seggio;

3) Impiego “d’ufficio” di personale che vanta parecchi lustri di anzianità (alcuni prossimi all’età pensionabile), in luogo, ragionevolmente, di personale più giovane e di maggiore resilienza;

4) Impiego d’ufficio di personale non volontario a posto di coloro che invece sono volontari e vorrebbero svolgere quel servizio;

5) Impiego “d’ufficio” di personale impiegato ordinariamente nell’ambito di servizi a carattere altamente operativo (es. GICO, GOA, etc.).

In ordine al primo punto, escludendo l’imprevedibilità della circostanza d’impiego, appare discutibile che, quasi a ridosso delle operazioni elettorali/referendarie, i responsabili dell’impiego del personale provveda d’ufficio a variare le turnazioni, creando, nocumento economico e, in alcuni casi, notevoli difficoltà (anche di ordine familiare) ai Colleghi comandati di servizio O.P. ai seggi. Quanto al secondo punto, è notorio che alcune postazioni siano parecchio distanti dalla sede di servizio/residenza del personale impiegato, con tempi di percorrenza per raggiungere la sede che può arrivare anche a diverse ore di viaggio (considerando non solo la distanza ma anche le condizioni di traffico, della rete viaria, etc.). Posto che il possesso dei seggi, da disposizioni prefettizie, deve essere conseguito entro e non oltre le ore 15 del sabato 11 giugno p.v., va da sé che i Colleghi che versino nelle condizioni appena descritte, a rigore di normativa vigente, dovranno essere destinatari di trattamento vitto nelle forme previste. Quanto alle ultime tre questioni (non certo ultime sotto il profilo dell’importanza), si ritiene che pur non registrandosi normativa specifica che definisca dei criteri precisi che possano guidare i responsabili dell’impiego del personale (come del resto capita anche in altri ambiti), si è dell’avviso che, in questa, come in altre occasioni, sia possibile “armonizzare” eventuali elementi di contrasto mediante il buon senso, la ragionevolezza e l’oculatezza dei Comandanti, per favorire il benessere del personale che si concretizza, poi, in giovamento per il servizio reso alla collettività e per la stessa Amministrazione di appartenenza.

Ciò detto, laddove non fossero annoverabili “volontari”, si è dell’avviso, per intuitive ragioni, che occorrerebbe reperire d’ufficio le risorse da impiegare in O.P. per i seggi tra quelle unità più giovani, non certo tra il personale anziano e, in certi casi, addirittura prossimo alla pensione. Nello stesso senso, – conclude il sindacato – potrebbe essere discutibile la scelta di imporre la partecipazione a questi servizi a personale altamente specializzato e impiegato diuturnamente in servizi di carattere altamente operativo (es. GICO, GOA, etc.), salvo che non sia indispensabile.

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