GLI USA RITIRANO LA PROPRIA PORTAEREI: PUTIN È IL PADRONE DEL MEDIO ORIENTE

(di Franco
Iacch) – La USS
Theodore Roosevelt è stata ritirata dal Golfo Persico. E’ quanto hanno
comunicato, pochi minuti fa, dalla Marina Militare degli Stati Uniti.

Con
l’uscita della Roosevelt, gli USA non hanno alcun vettore in Medio Oriente. Ciò
non accadeva dal 2007. Il Pentagono, per quella che sembrerà una sorta di
dietro front degli Stati Uniti nella lotta in Siria ed in Iraq contro l’Isis,
ha assunto questa decisione in uno dei momenti più delicati della guerra.
Un’altra portaerei, con relativo gruppo da battaglia, giungerà nel Golfo poco
prima che finisca il prossimo inverno, cioè nel 2016.
“La
Marina non ha avuto altra scelta che ritirare il proprio vettore, logorato dai
continui interventi in tutti i teatri di crisi dove sono impegnati gli USA. I
ritardi accumulati nella manutenzione non possono più attendere. Garantiremo
comunque il nostro supporto all’interno della coalizione e rispetteremo gli
impegni presi”.
Appare
però evidente che la capacità offensiva degli Stati Uniti nel Medio Oriente è
fortemente ridimensionata come non accadeva dal 2007. La Roosevelt riporta in
patria 5.000 soldati e 65 aerei da combattimento, fino a ieri impegnati nei
raid contro l’Isis. Secondo il Pentagono, i raid continueranno dalle basi in
Turchia.
Ci si
chiede però con quali forza gli Stati Uniti intendano continuare a colpire lo
Stato islamico, considerando che l’Air Force potrebbe disporre di poco meno di
venti F-16 in quelle basi. Quel vuoto lasciato da quei 65 aerei da
combattimenti riportati in patria, non potrà essere colmato in alcun modo dalla
coalizione.
La
Theodore Roosevelt era schierata con la Quinta Flotta degli Stati Uniti. Se a
questo consideriamo la sospensione del programma “train and equip” (annunciata
poche ore fa) dei ribelli siriani, possiamo affermare, dati alla mano, che da
oggi Putin è il padrone del Medio Oriente, con una capacità militare che non
eguali nella Regione. E forse questo, era l’obiettivo dei russi, fin dal
principio.

Da
domani inizia una nuova fase nella guerra contro le fazioni ostili ad Assad e a
dettare le regole saranno soltanto i russi.
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