Gianna Nannini risponde al sindacato di polizia: “Nessuna offesa alla polizia, ma video della canzone contro gli abusi di potere”

Arriva la risposta di Gianna Nannini al sindacato di polizia Fsp che si era scagliato contro di lei per il suo ultimo video, “L’aria sta finendo”. Tramite comunicato stampa, la cantante si dice stupita dell’attacco e della polemica montata: “Non posso credere che una canzone d’amore come ‘L’aria sta finendo’ scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano”, spiegando di non aver voluto offendere la polizia, ma di riferirsi a casi specifici come quello di George Floyd…

La Nannini continua il suo messaggio, spiegando: “L’Arte è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere. Purtroppo siamo tutti a conoscenza di tragici episodi in cui è capitato, vedi il caso di George Floyd negli USA. È per questo che nel video alcune istituzioni vengono raffigurate, per esempio, con volti di maiali e non di persone: proprio per evidenziare forme di potere degenerate e non umane”. E termina con un “Love and peace sempre”.

“L’aria sta finendo” è il nuovo singolo di Gianna Nannini uscito in radio il 14 dicembre, estratto dal suo ultimo album di inediti “La differenza”. Parla della necessità di cambiare le nostre abitudini di vita prima che ‘l’aria finisca’. Il videoclip del brano, in animazione rotoscopica punta il dito sulla nostra società che da tempo ha perso l’armonia: una parte del mondo spreca le risorse, è resa insensibile da una cultura dello scarto e prevarica i più deboli costruendo muri mentali e fisici.

Quello che ha fatto andare su tutte le furie il sindacato di polizia sono le sequenze in cui si vedono gli agenti in divisa con facce da maiali picchiare persone di colore inermi. “E’ un grave oltraggio alla dignità e al sacrificio di migliaia di donne e uomini, la Nannini ritrovi lucidità e si scusi”, aveva tuonato il segretario del Fdp Valter Mazzetti.

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