DALLA POLIZIA AI MILITARI ECCO GLI AUMENTI IN BUSTA

Le retribuzioni
congelate si rimettono in moto, sia per gli scatti legati all’anzianità sia per
l’effetto delle promozioni che in questi anni erano state «sterilizzate» dal
punto di vista economico.

Militari e personale delle forze dell’ordine
attendono ora che l’accordo politico raggiunto mercoledì sia tradotto in norme
precise, corredate di adeguate coperture, nella legge di Stabilità.
Ma lo
sblocco delle progressioni di stipendio, al di là dell’effetto positivo per i
singoli interessati, evidenzia anche come i comparti difesa e sicurezza abbiano
pagato in questi quattro anni una parte consistente del sacrificio complessivo
richiesto ai dipendenti pubblici.
Per rimuovere la stretta infatti il governo
ha dovuto mettere sul piatto oltre un miliardo, cioè circa la metà di quanto
veniva stimato necessario – nel Documento di economia e finanza dello scorso
aprile – per il finanziamento complessivo dei rinnovi contrattuali nell’anno
2015.Questa situazione
dipende dal fatto che le forze di polizie e i militari non hanno una
contrattazione come quella degli altri comparti pubblici: gli aumenti – tutti
determinati per legge – scattano in base a percorsi rigidi collegati
all’anzianità ed alle promozioni.
Per cui chi per motivi anagrafici o casuali è
incappato nel blocco ha perso molto, mentre magari altri colleghi sono stati
più fortunati. L’ulteriore paradosso è che sono stati penalizzati di più i più
meritevoli, quelli cioè che hanno conseguito un passaggio di grado, che in
molti casi comporta anche un oneroso trasferimento di sede.
Vediamo allora
attraverso alcuni esempi cosa succederà dal primo gennaio del prossimo anno; in
ogni caso non ci sarà un recupero degli arretrati e quindi le somme lasciate
per strada dal 2011 in poi sono perse, anche ai fini della pensione. In ambito
militare, un appuntato scelto che nel 2011 aveva 17 anni di servizio potrà
contare su un aumento mensile netto di 142 euro, rispetto ad una retribuzione
di circa 1.400. Il beneficio è leggermente inferiore (125 euro) per un brigadiere
capo con 27 anni di anzianità e più o meno simile (148) per un maresciallo
aiutante che ne aveva 17. Invece un maggiore a 13 anni dalla nomina avrà uno
scatto di 700 euro al mese, su una retribuzione che arriva più o meno a 1.900.
Consideriamo invece
nella polizia l’effetto di alcune promozioni che dal 2015 si tradurranno in
effettivi aumenti: un assistente la cui retribuzione base annua lorda è di
19.213 euro ne avrà 642 in più (sempre all’anno) per il passaggio ad assistente
capo. Per un ispettore superiore che nel frattempo è diventato sostituto
commissario il beneficio economico è di 1.036 euro, su uno stipendio di 23.758.
I numeri

1,06
In miliardi di
euro, il costo dello sblocco degli aumenti per militari e forze dell’ordine: in
buona parte le risorse sono state recuperate negli stessi comparti.

142

L’aumento mensile
netto che scatterà dal 2015 per un appuntato scelto che nel 2011 aveva maturato
17 anni di anzianità di servizio

il Messaggero
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