Il Generale Luongo a Tor Bella Monaca: il segnale dell’Arma dei carabinieri nelle periferie di Roma
Nel giorno della memoria, il segnale dello Stato nelle periferie di Roma
Nel giorno dell’anniversario della Strage di Capaci, simbolo indelebile del sacrificio degli uomini dello Stato nella lotta alla mafia, il Generale Luongo ha scelto di portare un segnale concreto di vicinanza ai Carabinieri impegnati ogni giorno nei territori più complessi della Capitale.
La visita si è svolta presso la Stazione Carabinieri di Roma Tor Bella Monaca, una delle realtà operative più significative del territorio romano, insieme al Presidente della Commissione Difesa del Senato, Maurizio Gasparri.
Un passaggio istituzionale dal forte valore simbolico e operativo: nel giorno in cui l’Italia ricorda chi ha pagato con la vita la fedeltà allo Stato, lo Stato sceglie di farsi vedere dove la legalità non può permettersi arretramenti.
Tor Bella Monaca, una delle stazioni più operative d’Italia
L’incontro si è tenuto nella caserma dei Carabinieri di Tor Bella Monaca, considerata una delle stazioni più operative d’Italia e presidio fondamentale nel contrasto alla criminalità e nel controllo quotidiano del territorio del VI Municipio di Roma.
Un territorio difficile, spesso raccontato solo attraverso emergenze e criticità, ma dove il lavoro silenzioso e costante delle Forze dell’Ordine rappresenta ogni giorno un argine concreto al degrado, alla paura e alla prepotenza criminale.
Nel corso della visita, il Comandante Generale ha espresso parole di forte apprezzamento nei confronti del Comandante di Stazione e di tutti i militari in servizio, ringraziandoli per l’impegno quotidiano in un quadrante delicato come quello del Municipio delle Torri.
Il ringraziamento ai Carabinieri: “Operano senza risparmiarsi mai”
A sottolineare il valore della giornata è stato Giuseppe La Fortuna, storico sindacalista dell’Arma e delegato ai rapporti con le Forze dell’Ordine del Presidente del Municipio VI di Roma, Nicola Franco.
“Il Comandante Generale ha voluto ringraziare personalmente i Carabinieri che operano senza risparmiarsi mai, con spirito di sacrificio e grande senso dello Stato, per rendere sempre più sicuro e tranquillo il territorio”, ha dichiarato La Fortuna.
Parole che fotografano il senso della visita: non una passerella, ma un riconoscimento diretto a chi, ogni giorno, lavora in prima linea. Perché nelle periferie la sicurezza non è uno slogan da campagna elettorale, ma una questione concreta fatta di pattuglie, presidi, interventi, ascolto e presenza.
Gasparri al fianco dell’Arma: presenza istituzionale a Tor Bella Monaca
Accanto al Generale Luongo ha preso parte all’incontro anche Maurizio Gasparri, Presidente della Commissione Difesa del Senato, definito da Giuseppe La Fortuna “da sempre vicino alle istituzioni e all’Arma dei Carabinieri”.
La presenza di Gasparri ha rafforzato il peso istituzionale della visita, in un territorio dove la domanda di sicurezza resta alta e dove il sostegno alle Forze dell’Ordine non può limitarsi alle dichiarazioni di principio.
Tor Bella Monaca, come molte altre aree periferiche della Capitale, chiede risposte stabili, strutturali, continuative. E la vicinanza istituzionale, quando si traduce in interlocuzioni operative, può diventare il primo passo verso interventi concreti.
Dopo Tor Bella Monaca, tappa nel borgo di San Vittorino
Dopo il saluto ai Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca, la delegazione istituzionale si è spostata nel borgo di San Vittorino.
Alla visita hanno partecipato il Comandante Generale, il Presidente Maurizio Gasparri, il Presidente del Municipio VI Nicola Franco e il Vicepresidente del Municipio.
Un percorso sul territorio che ha confermato la volontà di mantenere alta l’attenzione sulle aree più periferiche e fragili del quadrante est di Roma, spesso chiamate a convivere con problemi complessi e con una richiesta crescente di sicurezza, presidio e legalità.
Nuovo presidio dei Carabinieri a Finocchio-Borghesiana: la proposta al Generale Luongo
Nel corso dell’incontro è stata anche avanzata al Comandante Generale una proposta destinata ad avere un peso significativo per la sicurezza del quadrante est della Capitale: l’apertura di un nuovo presidio dei Carabinieri nell’area Finocchio-Borghesiana.
Si tratta di un territorio che da tempo manifesta la necessità di un rafforzamento della presenza dello Stato e delle Forze dell’Ordine. Una richiesta che nasce dalle esigenze concrete dei cittadini e dalla complessità di un’area vasta, popolosa e strategica.
La proposta è stata formulata alla presenza del Presidente del Municipio VI, Nicola Franco, che ha espresso immediata disponibilità a mettere a disposizione immobili confiscati alla criminalità organizzata per destinarli alla futura realizzazione del presidio dell’Arma.
Una scelta dal valore doppiamente simbolico: beni sottratti alla criminalità che potrebbero diventare strumenti di legalità, sicurezza e presenza dello Stato.
Immobili confiscati alla criminalità per rafforzare la legalità
L’ipotesi di utilizzare immobili confiscati alla criminalità organizzata per ospitare un nuovo presidio dei Carabinieri nell’area Finocchio-Borghesiana rappresenta uno dei passaggi più rilevanti emersi durante la giornata.
Non solo una soluzione logistica, ma un messaggio politico e istituzionale chiaro: dove prima c’era il potere criminale, può e deve arrivare lo Stato.
Il progetto, considerato strategico e fondamentale per la sicurezza delle località di Finocchio e Borghesiana, sarà approfondito nei prossimi appuntamenti istituzionali tra le parti.
L’obiettivo dichiarato è trasformare la proposta in un progetto concreto, capace di rafforzare la tutela della legalità e la sicurezza dei cittadini del quadrante est di Roma.
La Fortuna: “Segnali concreti di attenzione per operatori e cittadini”
A margine della giornata, Giuseppe La Fortuna ha espresso soddisfazione per il clima istituzionale e umano che ha accompagnato la visita.
“È veramente emozionante vivere momenti come questi insieme a persone che dedicano la propria vita a migliorare le condizioni di lavoro degli operatori di polizia e, allo stesso tempo, la qualità della vita dei cittadini che vivono nelle periferie”, ha dichiarato.
Poi ha aggiunto: “Questi segnali concreti dimostrano attenzione, rispetto e vicinanza verso uomini e donne che ogni giorno affrontano realtà difficili per garantire sicurezza e legalità”.
Parole che restituiscono il senso profondo dell’iniziativa: la sicurezza passa anche dal riconoscimento del lavoro quotidiano di chi indossa una divisa, soprattutto nei territori dove la presenza dello Stato deve essere percepita, continua e credibile.
Periferie, legalità e sicurezza: il messaggio partito da Tor Bella Monaca
La giornata si è conclusa in un clima di forte partecipazione istituzionale e umana, confermando ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e Forze dell’Ordine.
Da Tor Bella Monaca a San Vittorino, fino alla proposta per Finocchio-Borghesiana, il messaggio emerso è netto: le periferie della Capitale non possono essere lasciate sole.
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