Generale Cotticelli: “Malore prima di intervista. Mi hanno drogato? Non so”

Sembrava la mia controfigura. Non so cosa mi sia successo, la mia famiglia non mi ha riconosciuto. Il piano anti-Covid l’ho fatto io! Sto cercando di capire se ho avuto un malore o qualche altra cosa, perché l’intervista è preceduta da una serie di attacchi per via mediatica ed istituzionale. Attacco di delegittimazione nei confronti di una persona, quando tocchi degli interessi, allora devi essere eliminato”, ad affermarlo il generale Saverio Cotticelli durante il programma “Non è l’Arena” in onda su La7.

L’ex commissario alla sanità in Calabria si riferisce ovviamente allo scandalo venuto fuori nel corso di un’intervista, in cui sembrava non sapere di essere lui il responsabile al piano anti Covid nella Regione.

“Dopo quell’intervista mi sono dimesso perché mi vergognavo – continua Cotticelli – , mi sono dimesso perché ho sbagliato ed è giusto che io paghi per rispetto della mia storia. Sono qui per dire come stanno le cose, per rispetto della mia famiglia e di tutti i calabresi! ”.

A giugno viene elaborato il piano ospedaliero e territoriale (approvato dal Ministero Salute, la parte attuativa viene demandata ad Arcuri – e la Calabria è una delle 13 regioni che si dota di questo strumento” – spiega l’ex commissario. “Devo ricordare la presidente Santelli, se lei non fosse deceduta non saremmo in questa situazione. Abbiamo collaborato e lavorato bene insieme”.

“Ero in uno stato confusionale su cui sto indagando” – insiste Cotticelli. “E’ vero che ha vomitato dopo l’intervista?” – chiede Giletti. “Non lo so” – risponde l’ex commissario. “Ci sono persone che lavorano con lei di cui non si fida? – gli chiede Myrta Fiore che insiste “l’hanno drogata?”. Cotticelli ribadisce che sul suo stato di salute sta approfondendo. Poi torna a parlare di piani e atti.

“Nella bozza del nuovo Decreto Calabria sono previsti due sub commissari e 25 persone a disposizione: una misura adottata su mia richiesta. Viene messo a disposizione del commissario anche il Dipartimento della Salute. Noi, invece, eravamo in due” – aggiunge Cotticelli.

L’ex commissario prosegue: “Aver mandato un generale dei carabinieri a gestire la sanità in Calabria è un fatto importante. Nei primi giorni in Calabria sono andato a trovare Nicola Gratteri il quale mi ha detto: “se vuole sopravvivere deve lavorare giorno e notte, mangiare in ufficio e non frequentare nessuno”. Ho fatto questo”.

Leave a Reply

error: Content is protected !!