Carabinieri

FUGA DI MONOSSIDO NELLA CASERMA DEI CARABINIERI DI MACERATA: SI SFIORA LA TRAGEDIA

Macerata, 26 dicembre 2025 – Una nube di monossido di carbonio ha invaso i locali del Comando provinciale dei Carabinieri di Macerata nella serata di Natale, causando il ricovero di un militare per intossicazione e riaccendendo i riflettori sulle insicure condizioni delle infrastrutture in cui prestano servizio molte donne e uomini dell’Arma.


Allarme in caserma: fumo dal controsoffitto e monossido d’aria

Intorno alle 20 di ieri sera, durante il turno di servizio, un carabiniere della centrale operativa e un collega hanno notato una densa nube di fumo fuoriuscire dal controsoffitto e da una vecchia canna fumaria dello stabile in via XX Settembre, nel cuore di Macerata.

Immediatamente è scattata la chiamata ai Vigili del Fuoco, che giunti sul posto hanno effettuato rilievi tecnici confermando valori di monossido di carbonio fuori norma all’interno degli uffici.


Un carabiniere in ospedale: fortunatamente senza gravi conseguenze

Il militare in servizio nella centrale operativa ha accusato sintomi da intossicazione ed è stato trasportato al pronto soccorso. Dopo controlli e osservazione, è stato dimesso in poche ore, fortunatamente senza prognosi di rilievo.

Il guasto, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe da ricondurre a un malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento collegato alla canna fumaria, la cui vetustà appare evidente.


Sopralluoghi e controlli: cosa accade ora

Dopo l’allarme, i vigili del fuoco e i tecnici della caserma hanno messo in sicurezza i locali e per la giornata di ieri erano già programmati nuovi sopralluoghi tecnici per verificare impianti, canne fumarie e condizioni generali dell’edificio.


Sicurezza negata a chi garantisce sicurezza

La vicenda di Macerata è destinata a riaprire il dibattito pubblico sulle condizioni in cui lavorano le forze dell’ordine, spesso costrette a garantire sicurezza ai cittadini in ambienti non sicuri per sé stessi. Ieri è finita bene – ma la prossima volta? L’allarme è lanciato.

Quanto accaduto a Macerata non è una fatalità né un episodio isolato, ma l’ennesimo campanello d’allarme sulle condizioni spesso inaccettabili delle infrastrutture in cui operano i carabinieri. Caserme demaniali vecchie, impianti obsoleti, manutenzioni rimandate per anni e strutture in affitto palesemente inidonee a garantire sicurezza e salubrità: è questa la realtà quotidiana di molti presidi dell’Arma sul territorio nazionale. Si pretende efficienza, prontezza operativa e sacrificio, ma si continua a tollerare che chi garantisce la sicurezza dei cittadini lavori in edifici che mettono a rischio la loro stessa incolumità. Senza investimenti strutturali seri, programmati e immediati, il rischio è che la prossima nube di monossido non si trasformi soltanto in un ricovero ospedaliero, ma in una tragedia annunciata.

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