FINE DELLE NOTIZIE DALL’ARMA PER UN QUOTIDIANO CHE HA CRITICATO I CARABINIERI

E’ la sorte toccata al quotidiano Estense.com, infatti il comando provinciale dei Carabinieri di Ferrara avrebbe escluso la redazione da ogni comunicazione. Riportiamo l’articolo a cura di Marco Zavagli che spiega quanto accaduto.

 È un fatto molto triste e preoccupante quello che siamo costretti oggi a raccontarvi. Il comando provinciale dei carabinieri di Ferrara ha deciso di escludere la nostra redazione da ogni comunicazione. Dopo l’uscita del nostro editoriale di sabato, Igor e la meritocrazia della frusta, assistiamo impotenti a un improvviso e inspiegabile black out informativo da parte dell’Arma provinciale.

In quell’editoriale – soprattutto per rispetto verso le vittime e i loro familiari – si dava conto di lacune e sottovalutazioni che avrebbero dovuto scoraggiare procure, ministri e inquirenti dal gioire per la cattura di Igor in Spagna. Lacune e sottovalutazioni seguite dall’omicidio di altre tre persone e dal ferimento di due. Abbiamo prodotto i fatti che, a nostro modo di vedere, confermavano la nostra critica.

Da allora dalla nostra posta elettronica è scomparso il consueto mattinale informativo dei carabinieri. Che invece arriva ed è arrivato puntualmente a tutte le altre redazioni. Da allora abbiamo scritto due volte al comando per avere chiarimenti, invano. Da allora l’addetto alle relazioni con i media non rilascia più a Estense.com informazioni utili all’approfondimento di notizie o evita di fornire notizie concernenti reati che avvengono in città e provincia. Notizie insomma di pubblico interesse.

Per ben due volte, per bocca di due nostri diversi giornalisti, abbiamo chiesto all’incaricato spiegazioni. In entrambi i casi la laconica risposta è stata che “sono arrivati precisi ordini dal comando di non farvi avere notizie”.

A memoria non ricordiamo casi simili avvenuti in Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I dati storici ci sono di conforto: la libertà di stampa nella Repubblica Italiana viene ripristinata in seguito alla caduta del regime fascista, il 25 luglio 1943, e viene formalizzata nel giugno del 1946 per poi entrare nei lavori dell’Assemblea Costituente e quindi nella nostra Costituzione.

Quella Costituzione che ogni carabiniere giura di osservare quando presta fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e promette di “adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Eppure la stessa Costituzione, al bistrattato articolo 21, recita come “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Da questo dettato ne discendono altri. Come le legge 69 del 1963, che definisce “diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica”.

Già, il diritto di critica. Quella cosa che a volte fa scrivere a pochi quello che tutti pensano ma non nessuno osa dire. Nel nostro ordinamento è disciplinato sia come espressione della libertà di pensiero che come insostituibile strumento di informazione al servizio esclusivo della collettività.

La collettività. Nel nostro caso parliamo di circa 40mila lettori che il comando provinciale dell’Arma ha deciso di non voler informare. O, meglio, di non voler informare attraverso di noi, che abbiamo dimostrato di avere capacità critica.

Bene, con questa decisione il comando dei carabinieri di Ferrara sceglie – probabilmente per la prima volta nell’Italia del Dopoguerra – chi può dare e chi non può dare le notizie.

Ma c’è una conseguenza a nostro modo di vedere ancora peggiore. Assistiamo a una parte della Benemerita, una delle istituzioni più amate giustamente dagli italiani, che ci sta dicendo che alcuni non possono essere criticati. Ci sta dicendo che alcuni non possono essere toccati. Ci sta dicendo che alcuni sono al di sopra dei comuni mortali. Che alcuni, per rispolverare Orwell, sono più uguali degli altri. In una parola, intoccabili.

L’ultima riga la vogliamo dedicare ai numerosi appartenenti dell’Arma che in questi giorni ci hanno manifestato la loro solidarietà. L’eroe Carmine della Sala, a cui è dedicata la caserma dove siede il comando di Ferrara, sarebbe fiero di voi.