CarabinieriForze di PoliziaSenza categoria

EUROGENDFOR: ARRIVA LA DENUNCIA DI UN POLIZIOTTO ITALIANO

“Si affaccia minaccioso,
vi invito ad approfondire, Eurogendfor (o EGF). Una Polizia transazionale
militare, della quale io ho già scritto in passato e che adesso potrebbe essere
un rischio. Noi non abbiamo capito ancora bene come funziona.

Noi temiamo che
si vada verso una militarizzazione della gestione dell’ordine pubblico. (…) E
questo noi non lo vogliamo! Non lo vuole nessuno. In un Paese democratico le
Forze dell’Ordine devono essere democratiche e civili. Nel senso di non
militari”.
L’accusa è di Igor Gelarda, segretario nazionale del CONSAP,
la confederazione sindacale autonoma di Polizia.
Secondo quanto riportato da Wikipedia, l’Eurogendfor “è
un’iniziativa multinazionale di cinque Paesi Membri dell’Unione europea
(Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, ai quali si sono aggiunte
la Romania nel 2008 e la Polonia nel 2011) destinata a rafforzare le capacità
di gestione delle crisi internazionali fuori dai confini dell’UE (…) La EGF è
composta da forze di polizia ad ordinamento militare in grado di intervenire in
aree di crisi, sotto l’egida della NATO, dell’ONU, dell’UE, dell’OSCE o di
coalizioni costituite “ad hoc” fra diversi Paesi. (…) La Forza di gendarmeria
partecipa a missioni dell’UE, dell’ONU, della NATO, dell’OSCE, alle quali i
Ministri scelgono di aderire. La struttura della EGF richiama quella delle
Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, impiegate in
Bosnia, in Kosovo e in Iraq. Il coordinamento politico-militare della
Gendarmeria europea è affidato al Comitato Interministeriale di Alto Livello
(CIMIN), con sede a Vicenza (presso la caserma dei carabinieri «Generale
Chinotto»), un comitato composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa degli
Stati membri che aderiscono alla EGF, fornendo uomini e mezzi.
Ogni anno uno dei Ministri assume la
presidenza di turno del CIMIN. La EGF non è sottoposta al controllo dei Parlamenti
nazionali o del Parlamento europeo, risponde direttamente ai Governi,
attraverso il citato CIMIN. Per il suo dispiegamento operativo e rafforzamento,
è richiesta l’unanimità degli Stati membri dell’EGF (non dell’Unione europea).
Durante le operazioni della EGF ogni Stato membro mantiene la propria autonomia
decisionale. Gli Stati, quindi, delegano al CIMIN l’indirizzo politico,
strategico e militare, mantenendo l’autonomia operativa. L’ingresso delle forze
di polizia all’EGF è subordinato al possesso di un ordinamento militare e
devono far parte di uno Stato dell’Unione Europea ovvero candidato all’esserlo.
Attualmente i corpi che partecipano alla Forza di gendarmeria europea sono sei
più due che però hanno solo il ruolo di supporto. I corpi di Gendarmeria sono:
Arma dei Carabinieri italiana (dalla fondazione) Gendarmerie nationale francese
(dalla fondazione) Guardia Civil spagnola (dalla fondazione) Guarda Nacional
Republicana portoghese (dalla fondazione) Marechaussee olandese (dalla
fondazione) Gendarmeria romena (dal 3 marzo 2009).”
Avevamo già denunciato la pericolosità dell’Eurogendfor, perchè “non
è sottoposto al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo, ma
risponde direttamente ai Governi, attraverso il citato interministeriale
(CIMIN).
Questa volta, però, è diverso. Non si tratta di una nostra
inchiesta ma di parole ufficiali del segretario nazionale del sindacato di
Polizia, che accusa l’EGF di essere una “minaccia
per la democrazia”.
Ecco il video in cui Igor Gelarda, segretario nazionale del
CONSAP, parla dell’Eurogendfor.

Lascia un commento

error: ll Contenuto è protetto