ESERCITO, NASCE L’O.T.L.S. LA NUOVA VITA DEGLI EX A.SA.

Operatore Tecnico Logistico Sanitario. È questo il nuovo incarico nel quale confluiranno gli ormai ex A.Sa. (Aiutanti di Sanità) in base a quanto emerge dalla delibera n.10 del Co. I. R.del Comando Logistico dell’Esercito.

Il documento, cui hanno contribuito i Graduati dei Co. Ba. R. collegati degli Enti Sanitari, che hanno chiesto a gran voce l’ “Elevazione culturale e professionale del personale avente incarico di Aiutante di Sanità”, istituisce l’Operatore Tecnico Logistico Sanitario (O.T.L.S)ed il rispettivo mansionario, assicurando conseguentemente agli ex A.Sa. la riqualificazione nella nuova figura evitando, in tal modo, la dispersione del background acquisito ai corsi di formazione, specializzazione ed in corsia.

Il Co.I.R. postula che la nascente figura possa convergere successivamente, su designazione volontaria, in Operatore Socio Sanitario (e specializzazioni successive), spendibile anche nel mondo civile, ma che già immediatamente può svolgere attività di Igiene e Sicurezza, Assistenza e Cura, Organizzazione del Lavoro e Logistica nonché Supporto Sanitario; ovvero, una risorsa in grado di svolgere mansioni meramente infermieristiche e più puramente amministrative.Insomma, una figura a tutto tondo.

È stato un percorso lungo, tortuoso ma come diceva il filosofo statunitense Ralph Waldo Emerson «Non andare dove il sentiero ti può portare; va invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia», ed è quello che si è cercato di fare con il lavoro svolto ed approvato dal Co.I.R. del Comando Logistico dell’Esercito che chiude un cerchio.

Un cerchio all’interno del quale i nostri colleghi hanno dovuto affrontare le forche caudine: dalla delibera n.3 del Co. I. R. del Comando Logistico alla Circolare n.6003 dello Stato Maggiore dell’Esercito (la quale abrogava l’incarico di Aiutante di Sanità, confluendone le relative professionalità nell’incarico di Operatore Informatico), passando per le Delibere n.20 e n.26 ove il Co.Ce.R.Esercito chiedeva un incontro tecnico con gli uffici preposti dello Stato Maggiore dell’Esercito e della Sanità Militare per discutere del destino degli Aiutanti di Sanità. La vicenda ha destato talmente tanto scalpore da giungere all’orecchio del Ministro della Difesadott.ssa Elisabetta Trenta la quale, durante l’incontro tenutosi con il Co.Ce.R Interforze in data 13 novembre u.s., ha dichiarato «a quanto mi risulta (la questione A.Sa. n.d.r.) riguarda solo l’Esercito, potrebbe comportare notevoli criticità sul fronte giudiziario, con particolare riguardo all’esercizio abusivo della professione sanitaria. Ho chiesto ai miei uffici di acquisire tutte le informazioni disponibili presso lo Stato Maggiore dell’Esercito», impegnandosi «a trattare la vicenda personalmente». Un vero e proprio unicum.

Sia come sia, oggi cambia tutto. Quanto raggiunto è senza dubbio un risultato importante che ridona agli Aiutanti di Sanità quella dignità professionale e quel riconoscimento che gli spetta di diritto dopo anni spesi nella salvaguardia e assistenza del personale.

Il Delegato Co.Ce.R. e Co.I.R. del Comando Logistico, Francesco Gentile ha evidenziato, in una nota, l’importanza dell’operato svolto dal Generale C.A. Deleverano, ex Comandante Logistico dell’Esercito e attuale SottoCapo di Stato Maggiore: «Mi sento in dovere di ringraziare a nome del Co.I.R. del Comando Logistico dell’Esercito e del suo Presidente Ten. Col. Nuccio Mollica, il Generale Deleverano cui dipendeva il Comando della Sanità Militare, il quale si è da subito reso conto del problema e si è speso per una pronta risoluzione in totale sinergia con il proprio Consiglio Intermedio della Rappresentanza Affiancato e con il Magg. Gen.Antonio Battistini, Comandante della Sanità Militare, il quale ha lavorato costantemente a stretto contatto con i delegati Co.I.R. e con i delegati della categoria dei Graduati dei Co.Ba.R. degli Enti della Sanità Militare. Il Generale – ha sottolineato il Delegato – ha sposato la causa degli ex A.Sa. e collaborato sinergicamente con il proprio Consiglio Intermedio della Rappresentanza Affiancato portando all’attenzione dell’Alto vertice dello Stato Maggiore Esercito questa spinosa questione».

Incorso d’opera, rivela Gentile, il Generale De Leverano, assunto l’incarico di SottoCapo dello Stato Maggiore della Difesa ha passato il testimone, ricoperto in precedenza, al Gen. C. A. Figliuolo, il quale ha «profuso energie e passione, in sinergia con il Consiglio Intermedio della Rappresentanza,affinché si giungesse ad una pronta risoluzione, riconoscendo nella causa degli A. Sa. la loro stessa causa, facendo diventare la loro afflizione la propria,immedesimandosi nelle loro angosce, condividendone i turbamenti e gioendo perle vittorie conseguite».

E prosegue il Delegato: «il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Farina merita menzione speciale. Ha ascoltato le parti, si è interrogato ed ha interrogato,sviscerando il problema in ogni suo minimo cavillo e comprendendo che la risoluzione andava operata presto e bene. Mi sento, inoltre, in debito di riconoscenza verso la Sig.ra Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta la quale ha operato in maniera fattiva circa la situazione degli A.Sa. intervenendo in maniera netta. È soprattutto grazie a lei se oggi possiamo dare vita, previa approvazione, a questa nuova figura professionale. Un plauso al Co. Ce. R. Esercito che ha supportato in tutto e per tutto il Consiglio Intermedio della Rappresentanza del Comando Logistico dell’Esercito a dimostrazione di quella sinergia lavorativa ed umana che deve esistere tra Consigli Intermedi e Consiglio Centrale a tutela del personale militare».

Ora non resta che attendere l’approvazione di quanto deliberato.

«La Rappresentanza Militare – conclude il Delegato Gentile – ha profuso tutto l’impegno necessario e, laddove ce ne fosse bisogno, sarà pronta a scendere in campo ancora una volta, sempre dalla parte del personale e in sua difesa, per ristabilire quei diritti imprescindibili che, uniti alle competenze e alle professionalità, fanno dei “nostri” ragazzi un vanto e un orgoglio».