ECCO CHI E’ IL SUPERPOLIZIOTTO DELLA POSTALE RIMOSSO DA GABRIELLI. POCHI MESI FA IL “PRIMO SCIVOLONE”

Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha rimosso dall’incarico il direttore della polizia postale, Roberto Di Legami, coordinatore dell’indagine sul cyberspionaggio. Tra i motivi alla base della decisione anche l’aver sottovalutato la portata dell’indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza, né l’allora presidente del Consiglio, spiato dai fratelli romani.

Sull’Ansa si legge di uno di uno scivolone di Roberto Di Legami alla fine dell’estate. Una sua circolare con cui si regolamentava l’uso dei social da parte degli agenti, a seguito di un episodio che aveva coinvolto un dirigente della Polizia di Bologna, non era piaciuta a Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. La donna si era riconosciuta in un passaggio in cui il capo della Polizia Postale parlava di “opinionisti in cerca di visibilità”. Tutto nasceva da un tweet del dirigente bolognese che ironizzando sulle accuse di violenza rivolte alla Polizia aveva scritto “ho catturato un Pokemon non sarà reato di tortura?”. La frase aveva suscitato polemiche e Di Legami aveva deciso di dettare regole precise sull’uso dei social da parte del personale della Polizia, ma alcune frasi nella circolare e in particolare quella sugli “opinionisti in cerca di visibilità” non erano piaciute a Ilaria Cucchi che aveva scritto una lettera aperta al capo della Polizia, Franco Gabrielli. “Ritengo senza tema di smentita che nessuno abbia mai utilizzato in Italia nei contenuti di una circolare su carta intestata del Ministero dell’Interno toni di questa portata – scriveva Ilaria Cucchi a Gabrielli – con espressioni offensive cosi’ dirompenti, inopportuni, faziosi e incontestabilmente dirette a colpire una singola cittadina. Vorrei che ne prendesse atto”. Gabrielli in risposta alla lettera di Ilaria Cucchi la ricevette, dopo pochi giorni, al Viminale.

ecco chi è Roberto Di Legami

Di Legami per numerosi anni è stato Capo della Sezione Omicidi ed Antimafia della Squadra Mobile di Palermo, svolgendo sempre attività direttiva di contrasto alla organizzazione criminale di tipo mafioso, meglio nota come “Cosa Nostra”, ed ai legami da quella intrattenuti con le pericolose logge massoniche segrete.

Dal giugno 1999 all’agosto 2009 ha diretto l’Ufficio “Criminalità Organizzata” dell’Europol a L’Aia, Olanda. Dal 2010 al 2013 ha diretto i Compartimenti di Polizia Postale e delle Comunicazioni “Sicilia Occidentale” e “Lazio”, e successivamente la 3^ Divisione del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma.

È stato nominato consulente di diverse organizzazioni europee ed extra-europee, per la lotta al crimine organizzato ed il miglioramento della sicurezza globale.

Per i risultati raggiunti nella lotta al crimine organizzato, ha ricevuto numerosi riconoscimenti dai vertici della Polizia italiana, varie Autorità giudiziarie nazionali e straniere, e qualificati enti pubblici e privati.

Nel 2010 il Governo Bulgaro lo ha nominato “Ambasciatore della Legalità”, quale riconoscimento dei brillanti risultati ottenuti nella lotta alle agguerrite organizzazioni criminali di quel Paese.

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