DONNE IN POLIZIA SEMPRE MENO: “RISCHIO DI IMPOVERIMENTO CULTURALE E DIVISE SOLO MASCHILI”

Il
‘Corpo di polizia femminile’ fu istituito nel 1959. Nel 1961 entrarono in
servizio le prime ‘ispettrici e le prime ‘assistenti’, con compiti specifici e limitati.
Piu’ di mezzo secolo dopo, sono 15mila
le donne attualmente in polizia (il 15% del totale)
.

Ma la
percentuale e’ destinata a calare e lo scenario futuro e’ quello di una polizia
di Stato a composizione quasi esclusivamente maschile. L’allarme lo lancia il
sindacato Silp Cgil, in un dossier sulla condizione della lavoratrici di
polizia presentato oggi nella sede della Cgil.
Negli
anni seguiti alla riforma del 1981 al 2000, l’ingresso delle donne in polizia
e’ stato massiccio, fino a raggiungere il numero di 15mila. Ma negli anni
successivi e fino al 2012 le donne entrate nell’amministrazione nei diversi
ruoli sono state solo 2.297, contro 17mila uomini. Il mantenimento del numero assoluto
e l’aumento della quota percentuale – evidenzia il dossier – e’ dovuto
unicamente al semplice fatto che le donne, il cui primo ingresso risale al
1984, non hanno ancora raggiunto l’eta’ pensionabile. E quindi lecito
aspettarsi che, nel prossimo futuro, fermo restando il blocco del turnover e
nonostante la possibile parziale riapertura dei concorsi pubblici alla generalita’
dei cittadini e delle cittadine, gli ingressi di personale femminile
continueranno ad essere esigui e a mano a mano verranno erosi dalle uscite per
il nel frattempo raggiunto pensionamento.
“Il
rischio – secondo il Silp – e’ quello di un impoverimento culturale della Polizia. Sono entrate per anni meno
donne, entrano ancora, stando ai dati prima analizzati, piu’ persone meno preparate
complessivamente, esclusivamente provenienti da un anno o piu’ di vita militare
che poco ha a che vedere con il ‘mestiere’ di poliziotto”.

Il
dossier rileva inoltre una chiara carenza
di ‘rosa’ nei ruoli apicali della polizia di Stato
. Fra i dirigenti
superiori le donne solo solo 10 su 219 (il 4,5%) e fra direttori generali nessuna
su 39. “Laddove i concorsi sono rimasti pubblici e richiedono un piu’
elevato livello di scolarizzazione – nota il rapporto – l’interesse delle donne
per la Polizia di Stato permane e si traduce in una maggiore presenza
percentuale: ma le prospettive di carriera sono infinitamente minori per
azzerarsi completamente al piu’ alto livello”. 

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