0
Shares
Pinterest Google+

Gregorio De Falco, il capitano di
fregata divenuto famoso per la telefonata con il comandante Schettino in cui
gli intimò di tornare a bordo durante il naufragio della Costa Concordia, si è
rivolto al Tar contro il recente trasferimento, dall’incarico nel settore
operativo della Capitaneria di Livorno ad un ufficio amministrativo. L’udienza
per la sospensiva del trasferimento è stata fissata per il prossimo 26 di
novembre a Firenze.

Lo ha confermato lo stesso De
Falco a Bologna, a margine della consegna di un premio da parte
dell’associazione ‘Impegno civico’. “La vicenda del cambiamento di
mansione ha preso la strada giusta – ha detto De Falco in un’intervista al tg
dell’emittente E’tv – c’è un procedimento giudiziario davanti al Tar della
Toscana. Questa è la strada maestra che deve prendere questa questione”.

Il capitano di fregata dopo il
trasferimento dalla centrale operativa della Capitaneria di Porto annuncia: «Se
mi chiamano in Senato parlerò di fatti»

A fine settembre, il capitano di fregata aveva dovuto lasciare il ruolo di caposervizio operazioni della Direzione marittima di Livorno. Il trasferimento aveva creato polemiche,
proprio nei giorni in cui si era diffusa la notizia che Francesco Schettino aveva
tenuto una lezione alla Sapienza. Nell’intervista all’emittente bolognese, De
Falco ha ribadito di non sentirsi un eroe per i fatti della Concordia:
“Eroe è chi compie un gesto valoroso, io ho semplicemente fatto, spero al
meglio, il mio lavoro. Non sono un eroe. Quando ciascuno di noi risponde con
comportamenti quotidiani al proprio ruolo -ha concluso- ha fatto quello che
doveva. Questo è ciò che faccio tutti i giorni”.

Per il suo trasferimento e le
polemiche che ne sono seguite, l’8 ottobre scorso Gregorio De Falco è
stato ascoltato alla Commissione Trasporti del Senato dove ha ribadito di
essere stato vessato dai suoi superiori sin dal giorno successivo alla frase
pronunciata la notte della Concordia al comandante Schettino.

Previous post

LA CUCCHI FARÀ L’INVIATA PER RAI3

Next post

PARALISI NELL’ARMA, IL COMANDANTE È GIÀ IN PENSIONE PERÒ NON MOLLA