Polizia

Poliziotto ai domiciliari nell’inchiesta sui dati rubati: vip, calciatori e imprenditori spiati dalle banche dati

Dati riservati di calciatori, cantanti, attori e imprenditori sarebbero stati sottratti dalle banche dati pubbliche e rivenduti a investigatori privati. Dopo Milano e Roma, anche Napoli finisce al centro del caso degli accessi abusivi ai sistemi informatici, con un’ordinanza del gip che ha disposto 4 custodie in carcere, 6 arresti domiciliari e 19 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’inchiesta di Napoli sugli accessi abusivi

Il nuovo filone investigativo riguarda una presunta rete capace di accedere illegalmente a banche dati pubbliche per estrarre informazioni riservate e venderle a soggetti esterni. L’ordinanza del gip coinvolge appartenenti a diverse forze di polizia, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

I destinatari delle misure cautelari risiedono nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno. Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe trasformato le informazioni ottenute illegalmente in veri e propri “pacchetti” di dati, ceduti da pubblici ufficiali infedeli a esponenti della rete e poi rivenduti a società e soggetti interessati.

Vip, calciatori e imprenditori tra le vittime

Tra le vittime dell’acquisizione illecita di dati sensibili figurano personaggi dello spettacolo, dello sport, della finanza e dell’imprenditoria. Nell’elenco compaiono il cantante Alex Britti, l’attrice Lory Del Santo, l’ex portiere dell’Inter Dario Cordaz e lo stilista Alberto Del Biondi.

Nel mirino sarebbero finiti anche dirigenti di aziende farmaceutiche, imprenditori, un membro del board di Leonardo, manager di Generali e appartenenti a famiglie nobiliari. Coinvolte, come vittime, anche diverse società per azioni.

I dati oggetto della presunta compravendita riguardavano soprattutto precedenti penali e di polizia, dati fiscali, retributivi, contributivi e bancari. Informazioni delicate, capaci di ricostruire non solo la posizione economica e lavorativa delle vittime, ma anche aspetti riservati della loro vita privata.

La segnalazione dell’Inps e gli accessi sospetti

L’indagine è partita da una segnalazione dell’Inps, dopo accessi giornalieri sospetti alla banca dati dell’ente. Da quella prima anomalia gli investigatori sono arrivati a ricostruire un sistema molto più ampio, fatto di consultazioni ripetute, richieste mirate e cessione di informazioni riservate.

Secondo quanto emerso, gli accessi abusivi scoperti sarebbero oltre un milione e mezzo. Un numero enorme, che descrive una pratica non episodica ma sistematica, con banche dati consultate in modo illecito per soddisfare richieste provenienti dall’esterno.

Il tariffario dei dati: 25 euro per lo Sdi, fino a 11 euro per l’Inps

L’inchiesta ha fatto emergere anche un presunto tariffario. L’accertamento più costoso sarebbe stato quello sulla banca dati Sdi delle forze dell’ordine, per il quale i pubblici ufficiali avrebbero ricevuto 25 euro.

Per gli accertamenti Inps, invece, il costo sarebbe variato tra 6 e 11 euro, a seconda della tipologia di documento richiesto. Dietro cifre apparentemente basse si nascondeva però l’accesso a informazioni estremamente sensibili: redditi, contributi, posizioni lavorative, dati fiscali e bancari.

Dipendenti pubblici e società di investigazione nel mirino

Secondo l’impianto accusatorio, nella rete sarebbero stati coinvolti anche dipendenti dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate, oltre a due direttori di filiali di Poste Italiane. Il sistema avrebbe consentito di attingere da più banche dati pubbliche, componendo profili dettagliati delle persone controllate.

I dati sarebbero stati richiesti da società di investigazione con sedi in tutto il territorio italiano. Sono dieci quelle finite nel mirino, molte con sedi al Nord. Alcune, secondo quanto riferito dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri, avrebbero effettuato richieste quasi quotidiane per ottenere informazioni.

Gratteri: “Scavavano nella vita privata delle vittime”

Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che ha condotto l’inchiesta con il pm Vincenzo Piscitelli, ha descritto con parole nette la portata del sistema: «Scavavano nella vita privata, nella vita lavorativa e nella vita di relazione delle vittime».

Una frase che restituisce la gravità della vicenda: non semplici consultazioni indebite, ma una presunta attività organizzata in grado di entrare nella sfera più riservata di cittadini, personaggi pubblici, manager e imprenditori.

Il legame con l’inchiesta Equalize di Milano

Nel fascicolo compare anche un soggetto già coinvolto nell’inchiesta Equalize di Milano. In questo nuovo procedimento è indagato per una singola consultazione abusiva, senza che il gip abbia disposto nei suoi confronti una misura cautelare.

Il riferimento al filone milanese conferma come il tema degli accessi abusivi alle banche dati pubbliche sia ormai al centro di più indagini, con ramificazioni che attraversano uffici, società private e apparati dello Stato.

Sequestrato un server con oltre un milione di dati

Durante le operazioni è stato trovato e posto sotto sequestro un server. Al suo interno, secondo quanto riferito dal procuratore Gratteri, gli investigatori ritengono ci siano più di un milione di dati.

Il materiale sequestrato sarà analizzato per ricostruire l’estensione della presunta rete, il numero delle vittime e il percorso delle informazioni sottratte. Una vicenda che non riguarda solo i nomi noti finiti negli elenchi, ma la sicurezza delle banche dati pubbliche e la tutela della privacy dei cittadini.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.