Cucchi. Il capitano su un carabiniere imputato: “Mi giurò sui figli che non aveva fatto nulla”

“Mi giurò sui suoi figli che non aveva fatto nulla quella sera e che si era occupato solo del fotosegnalamento”. Lo ha detto il capitano Ornelli nel corso della sua testimonianza davanti ai giudici della corte d’assise di Roma in relazione alla condotta di un suo sottoposto, Raffaele D’Alessandro che è sotto processo per la vicenda di Stefano Cucchi.

“Nel 2015 sapevamo del procedimento a suo carico e cercavo di tenerlo tranquillo – ha proseguito l’ufficiale – non gli facevo domande sul punto”. Davanti alla prima Corte d’assise di Roma, all’esame dei testimoni chiamati dalla difesa a sostenere i propri assistiti, emerge un quadro degli imputati come militari «tranquilli, mai aggressivi sul lavoro, persone delle quali fidarsi ciecamente».

«Se D’Alessandro avesse detto altro, io avrei fatto quello che è previsto, ovvero avrei fatto un’annotazione di servizio», ha spiegato ancora Ornelli che, assieme agli altri testimoni citati – l’ufficiale Giuseppe Agresti e i militari Francesco Torsello, Simmaco Viggiano e Tullio Nuccetelli – ha sostenuto che il carabiniere imputato «non ha mai ricevuto alcun procedimento disciplinare o richiamo per la sua attività. Si è sempre comportato in maniera egregia, mai dato problemi, mai un atteggiamento aggressivo». E che si è sempre parlato di Cucchi «in maniera marginale, rappresentando sempre l’estraneità a un coinvolgimento». E sui suoi comportamenti: «Non ha mai dato dei problemi – ha detto l’appuntato Simmaco Viggiano -, mai un atteggiamento aggressivo. Grazie a lui abbiamo risolto problemi in maniera tranquilla».

Sollecitato dal pm Giovanni Musarò e poi dai legali delle parti il capitano ha aggiunto: “In una occasione D’Alessandro, che aveva continue discussioni con l’ex moglie per la gestione dei figli, mi fece ascoltare una sua conversazione con la consorte nella quale si riferiva di quanto avvenuto a Cucchi”.

L’avvocato Stefano Maccioni, difensore di parte civile, ha aggiunto: “Si ascolta una telefonata registrata in cui si parla di quanto subito da Stefano Cucchi e non si fa nulla? Si prende addirittura nota di quanto sentito e poi la si lascia lì? E’ grave quello che è emerso oggi in udienza”.