Crisi Ucraina, dagli incursori agli alpini: ecco i 900 militari italiani inviati sul fronte Est della Nato

Guerini: un contributo complessivo italiano di 4mila uomini

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini (che oggi è stato audito dal Copasir per tre ore) ha spiegato che in ambito Nato l’Italia partecipa anche al dispositivo per la sorveglianza navale e all’attività di raccolta dati nell’area sud dell’Alleanza (Mediterraneo orientale e Mar Nero), con 235 unità, due mezzi navali e un mezzo aereo. Potrebbero essere mobilitati altre 1350 unità, 77 mezzi terrestri, 2 mezzi navali (a partire dal secondo semestre 2022) e 5 mezzi aerei. Complessivamente il contributo italiano alla forza Nato potrebbe attestarsi sulle 4mila unità.

Guerini: siamo nella fase della deterrenza rafforzata

«L’Italia – ha spiegato Guerini – partecipa alle misure di deterrenza sul fianco Est dell’Alleanza. Noi abbiamo già forze di rassicurazione dei Paesi più esposti, abbiamo già nostri militari presenti. Abbiamo circa 250 militari in Lettonia e in un battaglione a guida canadese, facciamo la sorveglianza aerea in Romania. Oltre a questo, in relazione agli eventi bellici e all’aggressione russa, il comandante supremo delle forze alleate in Europa ha attivato cinque piani di risposta graduale che hanno più fasi. Siamo nella fase della deterrenza rafforzata».

Stanno partendo verso la Polonia con ponte aereo Nato armi italiane

Nel frattempo stanno partendo verso la Polonia gli armamenti per le forze ucraine. Un ponte aereo della Nato porterà le armi italiane al confine con l’Ucraina da dove verranno prese in consegna dall’esercito ucraino. Il decreto con l’elenco degli armamenti è stato secretato. Ma da quanto è dato sapere vi sarebbero missili antiaerei e anticarro Stinger e Spike, mortai da 120, mitragliatrici pesanti e munizionamento Browning, mitragliatrici leggere Mg, robot per artificieri, sistemi antimine, giubbotti antiproiettili, razioni K. (Il Sole 24 Ore)

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