Covid, il capo della Polizia Giannini: «Saremo nelle piazze con comprensione»

Le imminenti riaperture dovranno avvenire «con il rispetto delle regole e con senso di responsabilità dei cittadini e sappiamo che non è semplicissimo perché tante persone sono sfibrate dalla crisi e hanno subito perdite importantissime delle proprie libertà individuali. Noi saremo nelle piazze con comprensione verso chi esercita pacificamente le proprie prerogative democratiche». Comprensione e rigore: sarà questa la linea delle forze dell’ordine da lunedì quando le regioni riapriranno molte attività. Lo ha sottolineato il capo della Polizia Lamberto Giannini durante un convegno del Silp Cgil che si è svolto questa mattina alla presenza della ministra Luciana Lamorgese, del segretario generale Cgil Maurizio Landini, del segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil Daniele Tissone, e di molti altri ospiti.

Tema del dibattito sono i quaranta anni dalla legge 121/81: dalla grande Riforma istituzionale a un nuovo programma per la sicurezza democratica. Una questione ancora più centrale in questa fase di emergenza legata al Covid. «Sicuramente quella che stiamo vivendo è una situazione complicata – continua Giannini -, tante volte si ha l’impressione che ci sia una molla, che sia compressa e che bisogna stare attenti a che non si rilasci troppo in fretta perché altrimenti ci potrebbero essere dei disordini importanti. Penso che su questa molla ci devono essere le mani delle forze dell’ordine, però ce ne devono essere tante altre: della politica, della società civile e tutte insieme devono agire per far sì che questa molla abbia un rilascio graduale».

Per il segretario generale Silp Cgil Daniele Tissone: «Riannodare e rafforzare il legame tra le forze dell’ordine e la società civile è compito tanto urgente quanto lungimirante. Nel celebrare i 40 anni della Riforma della Polizia di Stato, lanciamo questa precisa sfida nell’interesse dei poliziotti e del Paese. La legge 121 è stata l’inizio di un percorso che ha creato un rapporto con la società che appare consolidato. Uno dei tanti meriti del sindacalismo in Polizia – ha chiarito Tissone – è stato quello di far avvicinare i lavoratori della sicurezza alla società civile evitando separatezza tra le due entità. Oggi dobbiamo ancor più spingere in avanti il rapporto collaborativo con i cittadini che è garanzia di prevenzione e tutela contro una criminalità e un malaffare sempre più pervasivi e pericolosi, che aggrediscono la parte sana del Paese come dimostrano le più recenti inchieste della magistratura»-

Il convegno è stato anche l’occasione per ricordare le carenze. «Sul versante dei diritti – ha concluso il sindacalista – rileviamo, ancora una volta, i mancati riconoscimenti salariali e come vengano disattese le aspettative relative al miglioramento degli istituti a tutela del personale, nonostante il fatto che l’alto senso dello Stato e lo spirito di abnegazione, manifestati quotidianamente dai poliziotti, non siano mai stati messi in discussione né in passato né adesso, anche durante l’attuale situazione generata dall’emergenza sanitaria in corso e così drammatica. Occorre dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori della sicurezza – ha concluso -, a partire dal rinnovo contrattuale che attendiamo da oltre 840 giorni e che ci troveremo a discutere nei prossimi giorni al tavolo finalmente convocato dal Ministro Brunetta».

Redazione articolo il Messaggero

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