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Contestare “Violata consegna” e “disobbedienza aggravata” ai militari che violano norme anti covid

Sanzioni più severe per i militari che violano le norme anti Covid, un fenomeno finora sconosciuto ma che ha fatto invece registrare diversi casi in tutta Italia: i reati che vengono loro contestati dai magistrati con le stellette sono quelli di “violata consegna” e “disobbedienza aggravata”, che prevedono pene salate. E’ quanto emerge dalla relazione per l’inaugurazione per l’anno giudiziario militare (la cui cerimonia quest’anno non si è tenuta proprio causa coronavirus) del procuratore generale presso la Corte militare d’Appello, Marco De Paolis.

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“Di particolare interesse, in quanto fattispecie nuove legate alle situazioni di servizio connesse alla prevenzione dal contagio da Covid-19 – scrive De Paolis – sono quelle vicende nelle quali sono stati contestati (in particolare dalla Procura Militare di Verona) i reati di ‘violata consegna’ (previsto dall’art. 120 del codice penale militare di pace) e ‘disobbedienza aggravata’ (art. 173) in relazione alla violazione delle disposizioni sulla prevenzione del contagio da parte di militari in servizio. Tali fattispecie hanno origine da quelle situazioni in cui – oltre alle sanzioni previste dalle norme stabilite in via generale per tutti i cittadini – sono state emanate specifiche disposizioni dalle autorità militari in merito alle condotte da tenere in caso di pericolo di contagio (isolamento fiduciario, obblighi di controlli medici, eccetera)”.

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In particolare, scrive il procuratore generale, “si sono registrati numerosi casi in cui militari hanno violato lo specifico ordine di rimanere isolati in appositi locali, o presso la propria abitazione, in caso di pericolo di contagio (per la riconosciuta positività al Covid-19 o per aver avuto contatti con persone positive)”. Per questi casi, spiega De Paolis, “è sembrato corretto contestare sia il reato di disobbedienza, sia la relativa aggravante”, che prevede sanzioni particolarmente severe quando il reato viene commesso “in occasione di epidemia”. Un’aggravante, dice il pg, che “trova in questo momento storico una specifica ragion d’essere in funzione del rilevante pericolo che tali condotte possono cagionare in contesti di difesa caratterizzati da stati di stretto contatto e di coabitazione forzata”.

Il procuratore generale militare sottolinea infine come, “sempre in questa speciale contingenza da emergenza epidemiologica”, vi sono delle precauzioni particolari che riguardano i militari di rientro dalle missioni all’estero. Per questi soldati, “l’attuale normativa – scrive infatti De Paolis – prevede l’obbligo di essere sottoposti a controlli medici e di isolamento fiduciario, a prescindere dal concreto sospetto di contagio”. Pure in questo caso la violazione della norma “è stata qualificata in termini di disobbedienza agli ordini ricevuti”.

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