CONSIP, SFIDA NELL’ARMA TRA COPPOLA E AMATO PER IL DOPO DEL SETTE

A fine anno scade il mandato del comandante generale indagato, prorogato da Gentiloni. In pole c’è il vice, che arriva dalla Nunziatella come Ultimo. Ma il generale di corpo d’armata lo insidia è quanto scrive Alessandro Da Rold in un articolo per lettera43.

A gennaio 2017 è stato prorogato di un altro anno dal governo di Paolo Gentiloni, ma il prossimo 15 gennaio 2018 il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, nominato nel 2015 dall’esecutivo di Matteo Renzi, sarà costretto a lasciare l’incarico. La questione è rilevante per la politica e non è di poco conto per l’Arma, già da tempo scossa dall’inchiesta Consip, che vede Del Sette indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio insieme con il comandante della legione Toscana Emanuele Saltalamacchia. Non solo. Lo stato di subbuglio dentro la Benemerita sembra continuare, soprattutto dopo il ritorno del Capitano Ultimo (al secolo Sergio De Caprio), appena uscito dai servizi segreti, a quanto pare sempre per i veleni che continuano a circolare intorno all’indagine sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione dove sono indagati pure Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, e il ministro per lo Sport Luca Lotti.

MALCONTENTO NEI CONFRONTI DI DEL SETTE. Secondo il quotidiano Il Tempo De Caprio dovrebbe essere destinato alla Forestale, ma in realtà, a quanto apprende Lettera43.it, non c’è stata ancora alcuna assegnazione: resta un colonnello a disposizione. Di sicuro sul destino di Ultimo influirà la scelta dei nuovi vertici, già nell’estate del 2015 fu proprio Del Sette a rimuoverlo dal vicecomando del Noe “promuovendolo” nell’Aise, i nostri servizi segreti di controspionaggio. L’attuale comandante generale dell’Arma è un militare di lunga esperienza, stimato dalla politica, anche per questo motivo sei mesi fa non ci furono dubbi, nonostante l’inchiesta, sulla sua proroga. In più era stato lui stesso a fine dicembre a fare dichiarazioni spontanee in procura di Roma sull’inchiesta. Ma adesso è partita la corsa a scoprire chi potrebbe sostituirlo, soprattutto perché circola da mesi un certo malcontento nei confronti di Del Sette. C’è per esempio chi non ha gradito che il 6 maggio abbia scelto di farsi accompagnare da Lotti durante il giuramento alla scuola Marescialli di Firenze.

COPPOLA PARTE IN VANTAGGIO. A quanto pare la sfida per sostituirlo è a due, tra il vicecomandante generale Vincenzo Coppola e il comandante del comando interregionale carabinieri «Pastrengo» di Milano, il generale di corpo d’armata Riccardo Amato. Caso vuole che i due si siano sostituiti sotto gli occhi di De Sette lo scorso anno proprio nel capoluogo lombardo dove il vicecomandante gestì il delicato periodo dell’Expo 2015. C’è chi sostiene che sarà Coppola alla fine a spuntarla, perché più “anziano” e perché proprio da poco diventato numero due dell’Arma, in marzo, quando sostituì su decreto del consiglio dei ministri Antonio Ricciardi, ora comandante generale del Nucleo tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri: caso vuole che Coppola arrivi dalla Nunziatella di Napoli, come il Capitano Ultimo.

A quanto pare l’inchiesta Consip si è già fatta sentire, perché fino a pochi mesi fa c’era chi dava come possibile nuovo comandante generale anche Gaetano Maruccia, attuale Capo di Stato Maggiore dell’Arma, il terzo ruolo di maggior importanza ai vertici dei vertici dei carabinieri. Maruccia è stato ascoltato in procura di Roma la scorsa settimana. Ci è entrato per chiarire ai magistrati alcune intercettazioni tra Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa, il primo capitano del Noe accusato di aver falsificato alcune informative per arrestare Renzi senior, il secondo vicecomandante del Nucleo Operativo Ecologico, indagato a sua volta per depistaggio. I due avrebbero deciso di non informare più i vertici dell’Arma delle indagini condotte, e in particolare di non informare il comandante del Noe Sergio Pascali o lo stesso Maruccia.

INCARICHI DELICATI DA ASSEGNARE. «Pur non potendo entrare nello specifico, poiché trattasi di materia di indagine e quindi coperta da segreto, il generale è fiducioso di aver fornito ogni possibile apporto al fine di pervenire a una corretta ricostruzione dei fatti», hanno scritto dal comando generale a proposito della testimonianza di Maruccia. La nomina del sostituto di Del Sette è solo la prima di una lunga serie di incarichi, tra Difesa, servizi segreti e Guardia di finanza, che dovranno cambiare da qui al prossimo maggio del 2018. Le nomine saranno fatte dall’attuale governo Gentiloni o da quello che nascerà dopo le prossime elezioni a scadenza naturale della legislatura? Al momento meglio concentrarsi sul successore di Del Sette.