Editoriale

Consiglio di Stato: Fine dell’obbligo di pagamento delle quote sociali all’Ente Circoli della Marina Militare

Il Consiglio di Stato, con il parere n. 00848_2022 reso nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un Ufficiale della Marina Militare, ha posto fine a una questione spinosa riguardante l’obbligo di pagamento delle quote sociali destinate all’Ente Circoli della Marina Militare. Questa pratica, in vigore da anni, costringeva il personale militare, sia ufficiali che sottufficiali, a versare un importo mensile variabile da 6 a 18 euro.

Luca Marco Comellini in comunicato del PDM ha spiegato che in seguito a una dettagliata analisi normativa, il Consiglio di Stato ha stabilito che l’obbligo di pagamento è illegittimo e in contrasto con il codice dell’ordinamento militare, aprendo la strada a possibili restituzioni delle somme già pagate e richiedendo l’adeguamento dello statuto dell’Ente Circoli.

Antefatti e il tentativo legislativo

Già nel 2021, il Tar Lecce – spiega Comellini – aveva sentenziato che a partire dal 9 ottobre 2010, con l’entrata in vigore del Codice dell’ordinamento militare (D. Lgs. 66/2010), l’obbligo di pagamento delle quote sociali era decaduto. Tuttavia, durante l’ultima legislatura, il Partito Democratico e la Lega, in seguito a denunce del PDM sul tema, avevano cercato di reintrodurre forzatamente il pagamento tramite l’aggiunta dell’articolo 131-bis nel codice dell’ordinamento militare. Tali tentativi sono stati sconfessati ora dal Consiglio di Stato, che ha sostenuto che il richiamo allo statuto dell’Ente effettuato dall’art. 131-bis non può incidere sulla libertà di associazione degli ufficiali e sottufficiali della Marina Militare.

Addebito circoli Marina Militare: dal 2011 al 2022 senza autorizzazione degli interessati. 400 militari hanno richiesto la restituzione delle somme

Il parere del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha chiarito che il d.P.R. n. 83 del 1949, statuto dell’Ente Circoli, che prevede l’obbligo di pagamento delle quote sociali da parte degli ufficiali e sottufficiali, è in contrasto con il codice dell’ordinamento militare. Secondo il Consiglio di Stato, dal momento dell’entrata in vigore del codice, il rapporto tra i soci e i circoli della Marina Militare segue lo schema ordinario dell’organizzazione tra militari, avendo natura di associazione di diritto privato, con la direzione e il coordinamento dei circoli a cura dell’Ente Circoli della Marina Militare.

Implicazioni e richiesta di azione

“Adesso – precisa Comellini – non resta che attendere che il Governo, e in particolare il ministro Crosetto la cui risposta data lo scorso 18 aprile ad una interrogazione del Senatore Bruno Marton (M5S) è stata categoricamente smentita dai giudici amministrativi, risolva il problema evitando furbate e obblighi che mal si concilierebbero con lo spirito democratico delle forze armate e l’ordinamento vigente.”

L’Ente – conclude Comellini – restituisca i soldi agli aventi diritto e il Governo provveda con la massima urgenza a dare attuazione ai rilievi dei giudici amministrativi. Ai politici di turno chiediamo di evitare altre furbate per salvare la faccia agli ammiragli. Il Ministro Crosetto farebbe meglio ad ascoltare noi piuttosto che i suoi consiglieri e ammiragli, preoccupati più per le sorti dell’Ente che per la palese mancanza di legalità.

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