Congo, le indagini: carabiniere Iacovacci non ha sparato

Non avrebbe sparato alcun colpo di pistola il carabiniere Vittorio Iacovacci: è un primo dettaglio che emerge dalle indagini sulla pistola del militare dell’Arma acquisita dai carabinieri del Ros che indagano, sotto il coordinamento della Procura di Roma, sulla morte di Iacovacci e dell’ambasciatore Luca Attanasio, uccisi in un conflitto a fuoco nella Repubblica Democratica del Congo il 22 febbraio scorso.

L’arma, trovata dagli investigatori congolesi nel fuoristrada in cui si trovavano i due connazionali e consegnata ai carabinieri del Ros, aveva nel caricatore tutti i proiettili ed è stata acquisita e riportata in Italia insieme agli indumenti che indossava Iacovacci.

I carabinieri del Ros hanno intanto acquisito anche un tablet trovato nel fuoristrada. Dalle analisi che verrà effettuata sul dispositivo, nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura di Roma per sequestro di persona con finalità di terrorismo, si cercheranno informazioni utili per ricostruire l’organizzazione del viaggio e gli spostamenti.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato questa mattina a Palazzo Chigi l’inviato speciale del Presidente della Repubblica Democratica del Congo, Patrick Luabeya, accompagnato dall’Ambasciatore in Italia Fidele Sambassi Khakessa. Al centro del colloquio la tragica scomparsa, lo scorso 22 febbraio, dell’Ambasciatore Luca Attanasio e del Carabiniere Vittorio Iacovacci. Si legge in una nota di Palazzo Chigi.

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