CONCORSO NELLA FINANZA? DEVI PAGARE TREMILA EURO

Hanno promesso un risultato certo al concorso per entrare nella Guardia di finanza. Hanno chiesto e preteso soldi, ma il caso non è passato inosservato e la procura di Bari ha aperto una inchiesta.

Un fascicolo delicato e complesso che conta sette indagati. Tra loro c’è un ufficiale delle fiamme gialle in servizio a Roma, ex militari e cittadini che hanno pagato sperando di poter superare il concorso per diventare maresciallo della guardia di finanza. L’inchiesta è stata assegnata al sostituto procuratore Luciana Silvestris che, nei giorni scorsi, ha ordinato alcune perquisizioni che sono state condotte a Roma. L’indagine è partita da una segnalazione e per il momento segue una ipotesi ben precisa. Il concorso per entrare a far parte della Guardia di finanza prevede diverse prove, dalla prima che si basa su test a risposta multipla al colloquio con lo psicologo, passando per una più articolata prova scritta alle visite mediche. Secondo l’accusa, riportata nero su bianco nel fascicolo del magistrato, l’ufficiale della Guardia di finanza e gli ex militari avrebbero chiesto una somma di denaro, garantendo il superamento del primo step della selezione e cioè i test a risposta multipla (prove che per il concorso per 297 posti di allievi marescialli si sono svolte a Bari, tra aprile ed il maggio scorso, nella caserma della Guardia di finanza a Palese). La procura ipotizza l’esistenza di un vero e proprio tariffario. Per il superamento dei quiz e quindi l’ammissione alla prova scritta la somma pattuita era di tremila euro. Le indagini sono condotte dalla stessa Guardia di finanza che a Roma dove è in servizio uno degli indagati, nelle scorse settimane, ha eseguito alcune perquisizioni. I militari delle fiamme gialle che hanno dato così esecuzione ad un decreto firmato dal pubblico ministero Silvestris (che fa parte del pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione) hanno cercato prove del passaggio di denaro, del pagamento della somma di denaro così come pattuito. Nelle perquisizione sarebbe stato acquisito materiale, definito “interessante”. L’inchiesta è nella fase iniziale. Tra gli indagati ci sono sia coloro che hanno promesso un buon esito al concorso, che chi invece ha pagato, sperando di superare la prova. Il pubblico ministero Silvestris ha disposto altri accertamenti. Si tratta di capire se davvero chi ha garantito un posto come maresciallo alla Guardia di finanza fosse in grado di assicurare un buon risultato o abbia invece millantato e soprattutto l’obiettivo è capire se, oltre a quelli al centro dell’indagine, vi siano altri casi. Sono migliaia, infatti, i giovani che ogni anno partecipano ai concorsi per entrare nelle forze di polizia. Quando le indagini saranno concluse, il magistrato Silvestris deciderà se e quale parte dell’inchiesta rimarrà a Bari. Quasi sicuramente dal momento che alcuni dei reati sono stati commessi a Roma non si esclude che gli atti del fascicolo, per competenza, saranno trasferiti alla procura di Roma. 

di Gabriella de Matteis per repubblica.it