Concorso marescialli ex 958, on. Corda: “Troppe disparità, rinviare le nomine”

“Con decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, sono state adottate disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244.”

È quanto si legge in un’interrogazione dell’on. Corda rivolta al Ministro della Difesa.

“Nel medesimo decreto, all’articolo 5, è stato previsto il bando di un concorso straordinario per il reclutamento nel ruolo dei marescialli riservato al solo personale appartenente ai ruoli sergenti e volontari in servizio permanente arruolato ai sensi della legge 24 dicembre 1986, n. 958 e successive modificazioni e transitato in servizio permanente ai sensi degli articoli 35, comma 2, e 36, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196;

il Ministero della difesa – direzione generale per il personale militare, con decreto n. 31/1D del 20 dicembre 2018 ha indetto un concorso interno straordinario per il reclutamento dei marescialli delle Forze armate riservato al personale militare del ruolo graduati e del ruolo sergenti assunti con la legge 24 dicembre 1986, n. 958;

tale concorso prevede modalità di selezione del tutto atipiche rispetto ai normali bandi di selezione essendo necessario, per i partecipanti, non aver riportato nell’ultimo biennio sanzioni disciplinari più gravi della consegna e il possesso del diploma di istruzione secondaria di primo grado in deroga anche ai vigenti limiti di età; inoltre, i vincitori del concorso sono tenuti a frequentare un corso di formazione della durata massima di tre mesi, se ritenuto indispensabile dalla Forza armata di appartenenza, ed è assicurata la permanenza, almeno biennale, nella propria sede di servizio;

la sanatoria attuata con il riordino delle carriere del 2017 e le modalità di svolgimento del concorso straordinario hanno prodotto sperequazioni e disparità di trattamento a danno di coloro che si sono arruolati seguendo gli ordinari iter concorsuali;

quanto premesso genera inevitabilmente frustrazione e indignazione tra le donne e gli uomini delle Forze armate che hanno avviato ricorsi e petizioni in opposizione all’ingiustificata discriminazione che il citato concorso ha creato tanto nell’iter concorsuale quanto nei successivi profili e sviluppi di carriera e di impiego del personale militare;

si ritiene, pertanto, ragionevole rinviare le nomine al grado di maresciallo dei vincitori dell’avvenuto concorso fino a quando non vi sia una pronuncia definitiva della magistratura.