COM’È ANDATA LA FESTA DELLA POLIZIA DI STATO?I POLIZIOTTI CHE SGARRANO PAGHERANNO DURAMENTE

Due indizi non fanno una prova, ma quasi: i poliziotti che sgarrano pagheranno duramente. Alla festa per il 164° anniversario della fondazione della Polizia, il nuovo capo Franco Gabrielli ha ripetuto con chiarezza il concetto espresso il 19 maggio quando subentrò ad Alessandro Pansa, neo direttore del Dis: quella del poliziotto, ha detto, è “una missione a vocazione civica”, contano “comportamento e contegno” perché “profonda è, infatti, la differenza tra l’errore riconosciuto, cui riservare un atteggiamento benevolo nel rispetto della legge, e la violazione del giuramento che per ciascuno di noi, rammento a me stesso, è di incondizionata fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione e alla legge”.

E’ quanto si legge in un articolo di Stefano Vespa per Formiche.net. Le sfide sono numerose: un terrorismo “ultraviolento”; la mafia che preoccupa come dimostra l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci; il degrado e la sicurezza nelle città. Il modello Expo e Giubileo è quello vincente, ha aggiunto Gabrielli, grazie a una squadra che comprende anche le Forze armate, i servizi segreti e la Protezione civile.

Il tema dell’immigrazione non poteva mancare e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (presente alla cerimonia), sarà il 3 giugno a Lampedusa, “punta Sud dell’Europa”. Non si discute, naturalmente, sull’obbligo morale prima che giuridico di salvare chi rischia di morire in mare: “Prima li salviamo e poi valutiamo se hanno diritto all’asilo o sono immigrati irregolari”, ha detto Alfano citando poi i dati su arresti e calo dei reati, già forniti nel bilancio sui tre anni al Viminale lo scorso 18 maggio. In particolare, dal 1° gennaio i reati sono scesi del 17 per cento. E proprio per l’impegno sul fronte immigrazione, tra le numerose medaglie conferite Mattarella ne ha concessa una d’oro al valore civile alla bandiera della Polizia per l’attività svolta dal 2002 al 2015.

Dopo la cerimonia Gabrielli ha spiegato il suo approccio nella prevenzione antiterrorismo: “A volte sento i soliti esperti della materia che suggeriscono di mettere metal detector nelle metropolitane. Questo vorrebbe dire non vivere più, c’è una soglia che dobbiamo garantire” ha detto il capo della Polizia. “Il terrorismo di oggi prevede che il terrore sia indiscriminato e indistinto, si colpisce la società nella sua interezza. Noi dobbiamo garantire l’equilibrio tra quello che bisogna fare per avere sicurezza e quello che non dobbiamo perdere affinché la gente possa continuare a vivere la sua vita. Bloccare tutto – ha concluso Gabrielli – significherebbe non vivere più”.

 

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