COCER MARINA, SU CONTRATTO FORZE ARMATE METODOLOGIA DI LAVORO SBRIGATIVA

Il Cocer Marina ha deciso di non sottoscrivere il contratto proposto dal Governo per il triennio 2016-2018 ”per motivazioni che riguardano le ‘risorse’ stanziate, la’tempistica’, il ‘metodo’ utilizzato e il ‘merito’ di alcune norme introdotte. In particolare, non può essere accettato che il finanziamento dello straordinario, che è atto a garantire il
funzionamento dell’amministrazione, avvenga con le risorse del contratto”. Lo spiega il Cocer della Marina Militare che lamenta, da parte del governo ”una metodologia di lavoro a dir poco sbrigativa, che di fatto ha inficiato tutto il contratto conclusosi di fronte ai Ministri interessati senza neppure una lettura completa del documento”.

Per questo il Cocer Marina ha inviato al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti le osservazioni al contratto proposto dal governo per le forze armate auspicando ”che il Presidente del Consiglio dei Ministri voglia intervenire presso il Dicastero della Funzione Pubblica per l’avvio dei tavoli tecnici della coda contrattuale, come più volte assicurato dal sottosegretario Rughetti”.

Il Cocer Marina, nelle osservazioni segnala “che durante gli incontri presso la Funzione Pubblica la Presidenza del ‘tavolo’ ha dichiarato che la media di aumento retributivo per il personale della Marina fosse pari a 105euro mensili lordi (a fronte dei 95euro riconosciuti che al netto diventano circa 54euro). Pur concordando con la necessità che il personale militare tutto avesse il medesimo aumento, il Consiglio non comprende per quale motivo il personale rappresentato debba perdere in termini retributivi il potere d’acquisto che teoricamente il Governo voleva garantire con la rivalutazione del 3,48%”.

Inoltre, osserva l’organo di rappresentanza della forza armata, ”dal 25 luglio 2017 al 22 dicembre 2017 vane sono state tutte le richieste deliberate da questo Consiglio e dal Cocer Comparto Difesa al fine di discutere le varie questioni incontrando i vertici militari e politici del Dicastero Difesa e la Funzione Pubblica. In particolare non abbiamo potuto illustrare né alla ministra (Roberta Pinotti n.d.r.) né al Capo di Stato Maggiore della Difesa (Claudio Graziano n.d.r.) le problematiche che il personale della forza armata ci ha chiesto di rappresentare”.

”Di fatto il non aver avuto la possibilità di illustrare le esigenze del personale che rappresentiamo è stato gravemente inficiante per il nostro Ruolo”, prosegue il Cocer rilevando come la ”linea intrapresa dalla Funzione Pubblica, è sempre stata quella di chiudere velocemente le trattative, sottoscrivendo sostanzialmente un contratto economico e
posticipando ogni aspetto normativo nell’ambito della c.d. coda contrattuale, secondo tempistica da definire”.