Carabinieri, consegna pensioni a domicilio: “Per aiutare un bisognoso non servono ordini o disposizioni: Carabinieri si nasce, non si diventa”

I delegati Co.Ce.R. Sezione Carabinieri, Caforio Carmine – Pirisi Antonio – Greco Anselmo –Romeo Vincenzo – Rufolo Giuseppe – Cursi Enrico – Mazzeo Giuseppe, si augurano che la bizzarra notizia riportata in alcuni articoli apparsi ieri sul web che preannunciano la consegna delle pensioni a domicilio da parte dei Carabinieri, venga subito smentita dal Comando Generale.

Con il comunicato stampa, sotto riportato, si dissociano dall’eventuale progetto che ritengono metta in pericolo di salute delle categorie a rischio e offende lo spirito di iniziativa e la generosità insita nei Carabinieri incessantemente pronti ad aiutare i deboli e i bisognosi.

Un fronte senza trincea, un nemico silente senza volto che non ha confini. Un’insidia che ci circonda, ci rincorre e ci colpisce quando meno ce lo aspettiamo; per alcuni quasi inoffensiva per altri finanche letale.


È la prima volta che le Forze dell’Ordine sono chiamate a “combattere” un nemico senza l’utilizzo di armi convenzionali; è la prima volta che ci si trova di fronte ad un Killer invisibile che per arrestarlo bisogna evitarlo – sembra un paradosso ma è la realtà.


In questo clima di terrore epidemiologico, quasi surreale, che ha messo in ginocchio l’intera umanità, particolarmente spietato verso soggetti anziani e immunodepressi, a breve, i Carabinieri, attraverso un servizio ad hoc, riceveranno un nuovo incarico; mediante un’apposita delega, provvederanno a prelevare e successivamente consegnare a domicilio, i soldi della pensione a favore di tutte quelle persone in difficoltà ovvero impossibilitate a raggiungere, autonomamente, gli uffici PT.

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La bizzarra notizia, che ci auguriamo venga smentita al più presto dal Comando Generale, è riportata su alcuni articoli che ieri sono apparsi sul web. Se così non fosse, il fatto che preoccupa di più, non è tanto la disposizione anomala o quantomeno irrituale – probabilmente anche controproducente per l’immagine dell’Arma – ma soprattutto l’inopportunità del servizio stesso. Infatti, attuando tale sistema, siamo convinti che verrebbe esposta a ulteriore rischio la salute sia degli anziani che degli operatori; non dimentichiamo che, anche se in condizioni diverse, entrambe le categorie rientrano tra quelle più vulnerabili e predisposte a facili contagi.


Infine cogliamo l’occasione per ribadire, a voce alta e con avvincente orgoglio, che la sensibilità dei Carabinieri d’Italia, in particolare nell’ambito del settore sociale, è una delle prerogative che non ha mai avuto bisogno di essere spronata o peggio indotta attraverso ordini e disposizioni – una condizione simile, verrebbe intrepretata come una mortificazione. La generosità e la vicinanza ai cittadini sono doti insite nel DNA del Carabiniere che integrano le nobili tradizioni che fanno dell’Arma l’istituzione più amata dagli Italiani – oggi, purtroppo, spesso attaccata e svenduta da qualche soggetto che, oltre a dimostrare di non amarla, tenta di sfruttarla per raggiungere scopi che nulla hanno a che vedere con gli ideali sulla quale è saldamente ancorata.
Le innumerevoli gesta dei Carabinieri rimangono preziose soprattutto perché spontanee e lontane dai riflettori o peggio da palcoscenici eventualmente preparati a tavolino; esse, devono rigorosamente rimanere custodite nell’animo di quegli uomini e di quelle donne in uniforme che, anche con piccole azioni fuori dagli schemi strettamente Istituzionali, riescono a regalare un sorriso o alleviare, anche per qualche istante, il dolore di chi soffre.
Questa è la vera essenza che alimenta da più di 200 anni la gloriosa storia dell’Arma, scritta con il sacrificio di tanti valorosi eroi, semplici e silenziosi, degni di chiamarsi Carabinieri non per le attribuzioni rivestite, ma per fermo irrefrenabile convincimento. Sono queste le armi che alimentano la coesione, la forza e il coraggio di ogni Carabiniere utilizzate per superare anche i momenti più difficili come quello che oggi la nostra Nazione è chiamata ad affrontare. In tale quadro, non finiremo mai di ringraziare tutti gli uomini e le donne in divisa che, nonostante non siano sempre equipaggiati da idonei dispositivi di protezione, continuano coraggiosamente a rischiare la propria salute e quella dei loro congiunti per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica in ogni angolo del territorio della nostra meravigliosa Italia.
Cogliamo l’occasione per rinnovare il nostro profondo cordoglio e la vicinanza alle famiglie dei cinque colleghi che, nell’adempimento del dovere, hanno donato generosamente la loro vita per il bene della collettività. Auguriamo una pronta guarigione ai 434 Carabinieri affetti da covid-19 di cui 64 ricoverati in luoghi di cura. Uniti ce la faremo W l’Italia W l’Arma dei Carabinieri … NOI NON MOLLIAMO!!!”

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