Carabiniere investito a Cosenza: 19enne ai domiciliari. Gli altri due sono liberi

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cosenza, ha confermato il fermo dei tre presunti responsabili dell’investimento di venerdì scorso del vicebrigadiere in servizio alla Compagnia Carabinieri di Cosenza – Nucleo Operativo – Sezione Radiomobile, Salvatore Paternostro.

I tre erano a bordo di una  Mercedes,  che venerdì mattina non si è fermata all’alt imposto dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cosenza.

Il 19enne di Cosenza, che si trovava alla guida dell’automobile senza essere ancora patentato, finisce ai domiciliari mentre gli altri due giovani di 27 e 23 anni lasciano la casa circondariale di via Popilia, in quanto è stata rigettata la richiesta di applicazione della misura cautelare e disposta l’immediata liberazione: nei loro confronti non si ravvisa l’ipotesi di reato del tentato omicidio aggravato né la sussistenza delle esigenze cautelari. “La circostanza relativa alla mera presenza degli indagati all’interno dell’autovettura non è assolutamente sufficiente, per configurare la responsabilità dei medesimi”, scrive il gip.

Auto a repentina “velocità” contro il vicebrigadiere

I tre, in concorso tra loro, a bordo di una Mercedes Classe A di colore grigio (con targa di prova) hanno investito il vicebrigadiere Paternostro in via Romualdo Montagna. In particolare, a seguito dell’alt intimato, avrebbero «repentinamente la velocità e mutavano la direzione di marcia del veicolo, intenzionalmente puntando contro il Vice brigadiere». Il carabiniere investito è stato trasportato all’Ospedale di Cosenza da una ambulanza del 118, e ricoverato con la diagnosi di «politraumacontraumaaddominaleedissecazionedel tripodeceliaco» ma è stato dimesso poche ore dopo il suo ricovero.

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