Carabiniere indagò su sindaco e assessore, senatore della Lega chiede al Ministro di valutare una punizione

Il senatore  Claudio Barbaro (Lega) ha recentemente presentato un’interrogazione al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in merito all’operato di un carabiniere che indagò il sindaco ed un assessore di San Giuseppe Vesuviano. 

In particolare si legge nell’interrogazione che in data 26 giugno 2015 un carabiniere in servizio nella stazione di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), accertava violazioni di natura amministrativa a carico di un venditore commesse nella medesima cittadina.

In sede di escussione, il venditore dichiarava al carabiniere di essersi rivolto al dottore consulente nel campo specifico, nonché assessore presso il Comune di San Giuseppe Vesuviano, al fine di regolarizzare la propria posizione amministrativa, pagando la somma di 250 euro al medesimo assessore.

Il carabiniere a quel punto- si legge nel testo dell’interrogazione – riferiva i fatti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, sollecitando la stessa ad attivare indagini ed assumendo che la somma di 250 euro fosse stata elargita per ottenere l’annullamento della sanzione amministrativa e, quindi, per fini corruttivi.

A seguito di tale richiesta, il pubblico ministero otteneva dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola un decreto autorizzativo di attività di intercettazione telefonica, a seguito della quale emergevano fatti che il carabiniere segnalava alla Procura della Repubblica di Nola, inquadrandoli in un’ipotesi di tentata concussione che sarebbe stata posta in essere dal sindaco di San Giuseppe Vesuviano e dal dottor E.G., nella sua funzione di assessore, ai danni di un funzionario del Comune.

Il pubblico ministero chiedeva quindi l’emissione di una misura restrittiva nei confronti del sindaco che il giudice per le indagini preliminari rigettava, applicando, invece, nei confronti dell’assessore E.G. la misura interdittiva da tutte le pubbliche funzioni.

In sede di interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari, il dottor E.G. esibiva in originale la fattura telematica di 250 euro, regolarmente emessa, smentendo, così, l’assunto accusatorio;

Il Tribunale del riesame di Napoli, quindi, annullava la misura interdittiva emessa nei confronti dell’assessore e, nel settembre 2017, il pubblico ministero presso la Procura di Nola avanzava richiesta di archiviazione nei confronti del sindaco, richiesta che il giudice per le indagini preliminari accoglieva.

L’assessore., rinviato a giudizio, in sede di udienza preliminare, nel marzo 2018, optava per il rito abbreviato, concluso con assoluzione con formula piena “per non aver commesso il fatto”. 

Il senatore Claudio Barbaro ha quindi chiesto al Ministro della Difesa se non ritenga opportuno assumere le più idonee iniziative per verificare l’operato del carabiniere coinvolto ed eventualmente intervenire con i provvedimenti di propria competenza laddove dovesse evincersi che lo stesso abbia agito in modo non opportuno o travalicando le sue funzioni.