CARABINIERE E IL POLIZIOTTO FRATELLI ARRESTATI A MESSINA, IL GIP: “BIECHI SCOPI PERSONALI”

Il profilo dei due fratelli, uno carabiniere e l’altro poliziotto, delineato dal gip Monica Marino è tranciante: «È sconfortante che appartenenti alle forze dell’ordine deputati alla repressione di reati e a tutela dei cittadini, pieghino la loro funzione per biechi scopi personali».

Per cosa? «Vendicare una attività – peraltro dovuta – posta in essere dai propri colleghi se pur in pregiudizio dei propri congiunti». Episodi che, allo stato, macchiano la carriera di Maurizio e Francesco Pugliatti, 53 e 54 anni, da venerdì scorso agli arresti domiciliari. E’ quanto riporta l’edizione del 16 settembre della Gazzetta del Sud.

Pagano una sorta di sconto interforze, come si evince degli atti, e in particolare, tale ordinanza firmata dal giudice marino. Sul capo dei fratelli Pugliatti adesso pendono le accuse di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

Nello specifico, Maurizio Pugliatti – riporta la Gazzetta del Sud – brigadiere dei Carabinieri in servizio Nucleo Radiomobile di Messina attestava circostanze difformi dal vero in un ordine di servizio del 19 aprile 2017, nella annotazione conseguente e nei verbali di contravvenzione elevati nei confronti di due poliziotti che in realtà si trovavano in luoghi diversi da quelli oggetto di contestazione. Inoltre, avrebbe riferito che gli accertamenti sarebbero stati compiuti dalla sala operativa, circostanza falsa, in quanto l’accesso alla banca dati era stato effettuato da personale del Nucleo Radiomobile su richiesta dell’indagato così come le altre verifiche posti in essere dal medesimo ufficio.

Fatti questi commessi dal 17 al 19 aprile 2017 in concorso con Francesco Pugliatti sovrintendente della polizia, in forza alla squadra volante. I due avrebbero chiesto a un collega, in violazione doveri inerenti al servizio, di accedere alla banca dati delle forze dell’ordine, con lo scopo di verificare i dati relativi e due motoveicoli inducendoli così in errore sulla legittimità dell’accesso. Gli agenti multati raccontano di aver conosciuto Maurizio Pugliatti durante il deferimento in stato di libertà di una nipote dei fratelli Pugliatti. Due giorni prima, successivamente ad una denuncia presentata all’Ufficio di Prevenzione e Soccorso Generale dalla Questura da un’impiegata in un noto locale del centro cittadino, relativo al furto della sua borsa. I poliziotti hanno visionato le immagini delle telecamere di una farmacia nei pressi della quale era stata abbandonata la borsa priva, però, del denaro contenuto all’interno, 80 euro.

Una multa quindi comminata, secondo l’accusa, come una sorta di vendetta o di avvertimento.