Cambio al vertice del NRDC-ITA: il Generale Carai subentra al Generale D’Addario
La cerimonia alla “Ugo Mara” di Solbiate Olona
Il 12 settembre, presso la caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona (VA), si è svolta la cerimonia di avvicendamento al comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA).
Il Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario ha ceduto il testimone al Generale di Corpo d’Armata Gianluca Carai, che assume la guida del Comando multinazionale. Il Generale D’Addario, a sua volta, assumerà il comando delle Forze Operative Terrestri dell’Esercito Italiano a Verona.
Un parterre di vertici militari e autorità internazionali
All’evento hanno partecipato personalità di primissimo piano: il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, il Comandante delle Forze Terrestri NATO (LANDCOM), Generale Christopher Donahue (USA), e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, oltre a numerose autorità civili, diplomatiche e rappresentanti dei Paesi alleati che contribuiscono al NRDC-ITA.
La presenza congiunta di figure italiane e internazionali ha confermato il peso strategico del Comando italiano nella struttura NATO, oggi nodo cruciale per deterrenza e difesa collettiva.
Portolano: “Un avvicendamento che parla all’Europa e all’Alleanza”
Nel suo intervento, il Generale Luciano Portolano ha evidenziato come il cambio al vertice rappresenti non solo un passaggio di consegne, ma anche una dimostrazione concreta dell’impegno dell’Italia verso la NATO.
Ha ricordato l’evoluzione del NRDC-ITA dalla sua nascita nel 2001 fino alle più recenti trasformazioni:
- nel 2015 la qualifica di Joint Headquarters;
- nel 2022 quella di Joint Task Force Headquarters;
- dal luglio 2024 il comando della nuova Allied Reaction Force (ARF), primo del suo genere.
Un percorso che ha reso il Comando di Solbiate Olona una delle piattaforme più versatili della NATO, capace di spaziare dall’assistenza umanitaria alle operazioni di combattimento ad alta intensità.
Un asset strategico fatto di persone e competenze
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha sottolineato come la vera forza del NRDC-ITA sia lo staff multinazionale coeso, con militari provenienti da 18 nazioni alleate. Un mosaico di competenze complementari che alimenta l’agilità operativa e la capacità di risposta rapida.
Il bilancio di D’Addario e le sfide di Carai
Portolano ha lodato il lavoro del Generale D’Addario, che ha guidato il Comando con fermezza in anni caratterizzati da esercitazioni complesse e multinazionali, tra cui la recente Steadfast Dart 2025, che ha coinvolto oltre 10mila militari di 9 nazioni.
Sul futuro, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha espresso piena fiducia nel Generale Gianluca Carai, chiamato ad affrontare scenari operativi contraddistinti da tensioni internazionali crescenti e minacce ibride di scala globale.
La NATO come pilastro della stabilità euro-atlantica
Portolano ha concluso con un monito e un incoraggiamento: la NATO, pur attraversando sfide complesse, sta vivendo una fase di rinascita, con l’imperativo di investire maggiormente nella difesa collettiva e di intensificare le esercitazioni congiunte.
«Più aumentano le minacce verso l’Occidente, più la NATO rimane un punto di ancoraggio essenziale per la stabilità euro-atlantica», ha affermato con forza.
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