BONUS FORZE DI POLIZIA: IPOTESI AL VAGLIO PER LA STABILIZZAZIONE 80 EURO

L’intricata questione del bonus “sicurezza” rimane uno degli argomenti più caldi dopo l’approvazione della legge di bilancio. Abbiamo, in anteprima, sollevato i dubbi sull’alternatività di bonus e riordino, ed oggi, a distanza di qualche settimana, ancora non vi è una chiara posizione governativa su entrambi i punti.

Sembra ormai vicino uno slittamento del riordino per scadenza della legge delega a febbraio (forze di polizia) anche per evitare che sia partorito un riordino che, stando alle bozze “ufficiali”, lascii l’amaro in bocca a molti.

Sono al vaglio varie ipotesi sul bonus – spiega in una nota il delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna.

1. Nell’esaminare la possibilità di rendere strutturale il bonus di 80 euro, già corrisposto nel 2016 al personale delle FA/ FP/VF non destinatario di un trattamento economico dirigenziale (con stanziamento di circa 470 milioni di euro), è emerso che:

– l’applicazione delle ritenute assistenziali/ previdenziali e l’imposizione dell’IRPEF comporterebbero una significativa riduzione di quanto percepito, da 80 E/mese a circa € 36/mese;

– in alcuni casi, l’applicazione del metodo di calcolo delle pensioni nel “sistema contributivo” comporterebbe la concretizzazione di benefici irrisori in pensione.

2. Al riguardo, è opportuno sottolineare che : – nell’anno 2014, per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 26.000 euro/anno, è stata introdotta una “detrazione fiscale” di 960 E/anno, poi resa strutturale dalla legge di stabilità 2015;

– nella Legge di bilancio 2017 è prevista la “detassazione”, con riduzione del prelievo al 10%, dei “premi di produttività” per i lavoratori privati, con la possibilità di generare sconti fino a 1.500 euro.

3. Per quanto sopra, è da ritenere valida l’ipotesi di stabilizzare il bonus di 960 euro/annui per il personale delle FA/FP/VF non destinatario di t.e. dirigenziale, trasformandolo in una “defiscalizzazione”, che potrebbe tra l’altro essere utilizzata dai beneficiari per l’attivazione di “fondi pensione non negoziali”, allo studio dell’Ufficio Condizione Generale del Personale, in stretta intesa con in CoCeR.

Purtroppo nonostante avessimo sollevato la problematica dell’alternatività (bonus/riordino) con largo anticipo – conclude il delegato Co.Ce.R. Carabinieri Giuseppe La Fortuna – nessun intervento è stato effettuato per scongiurarla. Dobbiamo, quindi, lavorare su entrambi i punti separatamente in modo da ottenere prima la storicizzazione e defiscalizzazione degli 80 euro, e nel secondo step ulteriori risorse per il riordino, in modo da creare le giuste aspettative per tutti i gradi nei vari ruoli, evitando di portare a casa un riordino raffazzonato, il cui parto repentino porterebbe vantaggi economici nettamente inferiori agli 80 euro.