BICENTENARIO DELL’ARMA. PINOTTI: “TANTE COSE POSSONO CAMBIARE, MA I CARABINIERI RESTERANNO MILITARI”

”Militari tra la
gente. Questo erano Carabinieri 200 anni fa e questo sono ancora oggi”. 

Ad
affermarlo e’ stato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti che ha preso la
parola nel corso della cerimonia militare – alla presenza del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, del premier Matteo Renzi, del Capo di Stato
maggiore della Difesa amm. Luigi Pinelli Mantelli e del comandante generale
dell’Arma Leonardo Gallitelli – che quest’anno nella suggestiva cornice di
Piazza di Siena celebra il bicentenario della Fondazione. Il ministro ha poi
aggiunto che ”tante cose possono cambiare, anche nell’arma e tante cose sono
cambiate e cambieranno, per renderla sempre piu’ efficace ed efficiente”.
Secondo la Pinotti ”non deve cambiare la loro natura di militari in servizio
di polizia a difesa dello Stato e a tutela della sicurezza di cittadini”, ha
quindi specificato dicendosi certa che in quest’opera riformatrice ”il governo
sapra’ interpretare corretamente la priorita’, anche in termini di giuste allocazioni
delle risorse pubbliche”. La cerimonia di Piazza di Siena, intanto procede con
lo schieramento di 3 reggimenti di formazione rappresentativi di tutte le
componenti dell’arma dopo che lo stesso presidente Napolitano ha consegnato la
Croce di Cavaliere dell’ordine militare d’Italia alla bandiera di guerra
dell’arma e ha proceduto ad alcune ”ricompense” ai Carabinieri che si sono
maggiormente distinti nella attivita’ di servizio. Tutto cio’ mentre i 10 mila
accorsi sulle tribune di Piazza di Siena attendono lo storico carosello
equestre eseguito dal IV reggimento Carabinieri a cavallo per rievocare la
gloriosa ”Carica di Patrengo” del 1848. Un’esibizione accompagnata dalle note
della banda dell’arma e delle fanfare della Legione Allievi Carabinieri di Roma
e del IV reggimento Carabinieri a Cavallo.
Anche il messaggio
del presidente della Repubblica ha sottolineato il carattere militare dei
carabinieri: “L’Arma dei Carabinieri celebra oggi il bicentenario della
fondazione, un lungo e glorioso percorso che si identifica con la storia
d’Italia, dagli albori del Risorgimento alle battaglie per l’indipendenza e per
l’unità, dalle tragedie dei due conflitti mondiali alla Guerra di Liberazione e
alla nascita della Repubblica: straordinario è stato l’impegno a tutela dei
valori fondanti della Nazione e, nei tempi a noi più vicini, in ferma difesa
delle istituzioni democratiche dall’attacco del terrorismo. Decisiva è sempre
stata la lotta senza quartiere alla pervasiva minaccia della criminalità
organizzata e della delinquenza comune. In ogni parte del paese l’Arma ha
costituito incrollabile baluardo a garanzia della libertà e della pacifica
convivenza civile”.
“I Carabinieri –
scrive ancora Napolitano – hanno costantemente meritato generale apprezzamento
anche al di fuori dei confini nazionali per il determinante contributo alla
sicurezza nelle aree di crisi, operando con dedizione, professionalità,
efficacia al fianco dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. In questi
duecento anni, tra l’Arma e il popolo italiano si è sviluppata una speciale
relazione di fiducia e di amicizia, alimentata dalla capillare e diffusa
presenza delle stazioni, presidi di legalità e insieme luoghi di ascolto e di
accoglienza. La vocazione del prendersi cura dei cittadini, specie dei più
deboli, e la dedizione al bene comune si riflettono nella meritoria opera
svolta dall’Associazione Nazionale Carabinieri, i cui membri si stringono oggi
ai colleghi in servizio. Nel 1814 i fondatori dell’Arma ne definirono la
peculiare natura di forza militare preposta a garantire la sicurezza e il
rispetto della legge, con ciò tracciandone l’irrinunciabile status militare che
è al tempo stesso fattore di efficienza organizzativa ed emblematica sintesi
dei valori che ne sostengono l’azione al servizio del paese. Saluto la
Bandiera, oggi decorata con le insegne di Cavaliere dell’Ordine Militare
d’Italia per rendere onore alle schiere di Carabinieri che hanno attraversato
questi due secoli di storia e, primi fra tutti, a quanti sono caduti
nell’adempimento del dovere. A loro rivolgo un commosso e riconoscente
pensiero. In questa giornata di festa, a voi tutti, Carabinieri in servizio e
in congedo, giungano l’affetto e la gratitudine del popolo italiano e il mio
più fervido augurio”.