Assolto dopo 4 anni di calvario giudiziario il Maggiore Nozza. Il difensore: ‘Regia di qualche “cattivo maestro”’

Si chiude con un’assoluzione il processo a carico del maggiore Luca Nozza, ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Comacchio, accusato di violenza privata aggravata dall’esercizio della funzione rivestita commessa nei confronti di un idraulico del paese, costretto, secondo le originarie accuse,  a eseguire dei lavori recandosi in cantiere anche quando non era fisicamente in grado di farli perché in convalescenza dopo un ricovero ospedaliero, di avergli fatto accettare meno soldi e poi di averlo infine cacciato dal cantiere. La vicenda giudiziaria del maggiore si è conclusa con una sentenza assolutoria dopo 4 anni di calvario giudiziario e mediatico. Ricordiamo che il Maggiore Nozza era uscito indenne da un altra vicenda, nata sempre a Comacchio, del “filmino in caserma” che vide prosciolti da ogni accusa i carabinieri coinvolti dopo 3 anni. 

“La sentenza con cui il Tribunale Penale di Ferrara ha assolto il Maggiore Luca Nozza perchè il “fatto non sussiste” impone alcune inevitabili riflessioni che vanno ben oltre la vicenda giudiziaria strictu sensu, involgendo il contesto ambientale di riferimento.” E’ quanto afferma ad Infodifesa.it l’avvocato Massimiliano Casagrande, difensore del Maggiore Nozza.

“L’ampia formula assolutoria del dispositivo di sentenza pronunciato ieri, in ordine cronologico, rappresenta la quarta pronuncia assolutoria del Maggiore CC Nozza negli ultimi cinque anni. Non può sfuggire l’anomalia di tre procedimenti penali radicati nei confronti dell’Ufficiale davanti a diversi organi giudiziari (Tribunale Militare di Verona, Corte di Cassazione, Tribunale Penale di Ferrara) nel ristretto lasso temporale di pochi anni e le altrettante, univoche pronunce assolutorie per ciascuno di questi, tra cui, in un caso, si è pronunciata favorevolmente anche la Suprema Corte di Cassazione.

Così come non può sfuggire la circostanza che per il procedimento definito con sentenza assolutoria nella mattinata di ieri, il Pubblico Ministero illo tempore titolare del fascicolo delle indagini preliminari (Dott. Tittaferrante, sostituito poi dal Dott. Maggioni), al termine della fase d’indagine, fosse giunto alla determinazione di chiedere l’archiviazione per il Maggiore CC Nozza, in modo speculare e lineare all’ampia formula assolutoria resa ieri mattina dal Tribunale di Ferrara che il “fatto non sussiste”.

In secondo luogo non si può sottacere quanto emerso nel corso dell’istruttoria dibattimentale, anche a seguito delle acquisizioni dei verbali d’udienza relative ad altro processo, dove la parte offesa è caduta sistematicamente in reiterate e plateali contraddizioni relativi a importanti e dirimenti fatti di causa.

La molteplicità dei procedimenti penali radicati contro il Maggiore CC Nozza in un ristretto arco temporale, sommata alla palese infondatezza dell’impianto accusatorio, corroborato soltanto da una flebile e contraddittoria memoria a orologeria della parte offesa, nonché alcune anomale quanto inquietanti circostanze (non da ultimo quella che a tenere i rapporti tra il difensore della parte asseritamente “offesa” e quest’ultima fosse, guarda caso, un Carabiniere della Compagnia di Comacchio) inducono inequivocabilmente a ritenere che dietro alla parte, asseritamente, “offesa” di questo procedimento ci sia in realtà la regia e la supervisione di qualche “cattivo maestro”, che ha ritenuto di fare un’uso arbitrario e assolutamente strumentale della giustizia.

Pertanto – conclude l’avvocato Casagrande – si resta in attesa di conoscere le motivazioni sottese alla sentenza assolutoria di ieri per fare le opportune e doverose valutazioni, alla luce del calvario giudiziario e della gogna mediatica a cui è stato indebitamente sottoposto il Maggiore CC Nozza, con evidenti riflessi personali, familiari e relativi al servizio.”

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