ARRESTATO MILITARE DELL’ESERCITO: PROMETTEVA DROGA E PROIETTILI

(di Marco Benvenuti) – C’è anche un militare dell’esercito in servizio alla caserma Babini di Bellinzago, Francesco V., 31 anni, originario di Nardò, tra i nove arrestati nell’operazione antidroga «Tapine» conclusa dalla Squadra Mobile di Lecce contro un traffico di droga tra Marocco e Italia che aveva le sue ramificazioni nel Salento ma anche al Nord.  

Ristretto ai domiciliari, risponde di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. F.V., scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, «coadiuvava Antonio Cosimo Drazza (un dei capi dell’organizzazione, già fermato nel gennaio 2015 in un posto di blocco, ndr) nell’attività di vendita di sostanze stupefacenti e di recupero crediti, manifestando la volontà di fornirgli proiettili e a effettuare un carico di droga dall’Emilia Romagna».

In una intercettazione con Drazza, il militare offre la propria disponibilità, durante il periodo di licenza dal Novarese (fine gennaio del 2015), a effettuare il trasporto. E in un’altra conversazione telefonica con il «capo», afferma di essere intenzionato a impossessarsi di munizioni dal poligono di tiro in cui si esercitava in provincia di Novara: «Mo se vado li Antò, devo sparare colpi di fucile… mi devo fregare tanta di quella roba. Va beh, colpi di fucile ne vuoi? Quanti ne vuoi?».

L’operazione ha preso il via da un tentato omicidio avvenuto nel Salento nel 2014. Indagando, venne fuori che poteva trattarsi di una vendetta maturata nella lotta per il controllo dello spaccio sulla piazza pugliese. F.V. è stato raggiunto dagli uomini della Mobile di Novara che gli hanno notificato il provvedimento.