Ancora una tragedia. Finanziere si toglie la vita, il 55° suicidio dall’inizio del 2019

Nel silenzio dei media, continua la strage silenziosa degli enti alle Forze di Polizia, i numeri che stracciano ogni statistica e che indica lontano che il problema  non è solo di natura familiare o economica, è un malessere più profondo e inascoltato.

Apprendiamo in anteprima un Appuntato Scelto della Guardia di Finanza, di anni 52, originario della Provincia di Matera e da moltissimi anni in servizio a Perugia, che ha posto fine alla propria vita nella mattinata odierna. Il Militare questa mattina era giunto di consueto sul posto di lavoro, quando improvvisamente si toglieva la vita con la propria arma di ordinanza.

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I suicidi si susseguono con una  cadenza impressionante . Una strage trasversale che interessa uomini e donne di tutte le realtà del confronto tra sicurezza e forze armate. E’ la  55° tragedia registrata del 2019. Numeri allarmanti, in percentuale  doppi rispetto alla popolazione italiana , ma anche nettamente superiori a Paesi analoghi al nostro. Inferiori solo alla Francia, dove il fenomeno dei suicidi è una vera e propria emergenza.

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Ancora oggi non si riesce a tracciare una linea programmatica di prevenzione in termini di benessere e saluto delle operatori e degli operatori della Polizia di Stato.

I vertici delle forze di polizia, ancora oggi, non perdono l’occasione di sostenere che  non esiste una linea di demarcazione  netta tra la dimensione personale dei lavoratori di polizia e quella professionale, ma anche di riaffermare la tesi secondo cui “il rischio fa parte del nostro mestiere”. Il rapporto di lavoro è ancora legato al concetto di “appartenenza”, è così che vengono definiti lavoratrici e lavoratori di polizia. I poliziotti sono solo parte di questa società, appartengono a qualcosa o qualcuno che, però, non si prende cura di loro. Sono elementi di una relazione estremamente distrutturante che, se non spiega la fenomenologia del disagio nel suo complesso, ne gli alimenti gli effetti negativi.

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Il suicidio tra gli appartenenti alle Forze di Polizia è una vera e propria emergenza, una condotta distruttiva, sintomo tragico di una profonda sofferenza interiore, di un disagio personale fatto di concause che si correlano a sofferenza della nostra esistenza quotidiana. C’è il desiderio disperato di dignità in un essere umano che sceglie il suicidio.