ACCORPAMENTO FORESTALE-CARABINIERI: GABRIELLI SI SCHIERA CON I SINDACATI, BLOCCATA LA RIFORMA MADIA?

La Forestale verrà assorbita dall’Arma dei Carabinieri? Il Capo della Polizia Gabrielli e il SIULP, Sindacato Italiano Lavoratori Autonomi di Polizia, hanno manifestato tutto il loro disappunto per questa ipotesi.

La Legge Madia prevede l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Nel dettaglio, la riforma Madia rivoluziona l’intero Corpo delle Forze Armate italiane, perché il passaggio riguarderà sia le funzioni che il personale della Forestale.

Le uniche competenze che non passeranno all’Arma dei Carabinieri sono quelle anti-incendio, che saranno attribuite ai Vigili del Fuoco. In totale i membri del Corpo Forestale che passeranno ai Carabinieri sono circa 7 mila, mentre altri piccoli contingenti sono destinati ai Vigili del Fuoco, alla Polizia e alla Guardia di Finanza.

I sindacati si sono schierati fin da subito contro la riforma Madia, ma nelle ultime ore è arrivata anche l’importante presa di posizione dell’ex Prefetto di Roma, che ha definito l’accorpamento della Forestale nei Carabinieri come una scelta “poco felice”.

Accorpamento Forestale-Carabinieri: il parere dell’ex Prefetto Gabrielli

In occasione della cerimonia di conclusione del corso dirigenziale interforze, il capo della Polizia Gabrielli è intervenuto per esprimere il proprio punto di vista sulle novità introdotte dalla riforma Madia, in particolare riguardo all’assorbimento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri.

Gabrielli, pur sottolineando l’importanza del processo riformatore della Legge Madia finalizzato alla semplificazione della burocrazia e al miglioramento dell’efficienza della Pubblica Amministrazione, ha ricordato come questo debba essere attuato nel rispetto della Legge 121/81.

Questa prevede la centralità dell’Autorità di Pubblica Sicurezza a cui è attribuito il “coordinamento di tutte le Forze di Polizia per l’attuazione di un’azione efficace ed efficiente nel rispetto della sicurezza e la libertà come si conviene ad ogni democrazia moderna ed avanzata”.

Inoltre, il Prefetto Gabrielli ha specificato che in Italia la pluralità delle forze di Polizia non deve essere visto come un fattore di inciampo, ma semplicemente come una risorsa:

“Quando ero giovane anche io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi”.

Riforma Madia: il SIULP contrario all’accorpamento Forestale-Carabinieri

Il SIULP, rappresentato dal Segretario Generale Felice Romano, ha approfittato dell’intervento di Gabrielli per fare appello affinché il Governo riconsideri l’ipotesi di assorbimento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri.

Romano ha specificato di non voler arrestare il processo riformatore messo in atto dal Governo per l’interesse del Paese, ma spera solamente di evitare che vengano soppressi i diritti costituzionali fondamentali dei singoli poliziotti.

Infatti, riducendo le Forze di Polizia da 5 a 4 verrebbe stravolto il sistema autorizzatorio attualmente vigente per cui la gestione di ogni Forza Armata di Polizia è affidata in via esclusiva al Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. A tal proposito, il segretario del SIULP ha aggiunto:

“Sarebbe da paese totalitario, sottolinea Romano, sottoporre lo sviluppo urbanistico o economico al benestare di una forza armata giacché con le funzioni della Forestale all’Arma dei Carabinieri passerebbe anche la competenza su tali ambiti.”

Per questo motivo il Sindacato ha chiesto un nuovo confronto tra le Commissioni Parlamentari che stanno discutendo sull’attuazione della Legge Madia e i rappresentati di questi settori. In questo modo il cambiamento non verrebbe arrestato ma avverrebbe nel rispetto della Costituzione e dei cittadini.

In caso contrario, il SIULP prevede che le Forze di Polizia non solo protesteranno legittimamente per difendere i propri diritti personali, ma potrebbero persino rivolgersi al Tribunale dell’Unione Europea per fermare la riforma avviata.

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