Accesso abusivo a banca dati carabinieri per controllare la ex: condannato maresciallo

Accedette abusivamente alla banca dati in uso all’Arma dei carabinieri per ottenere informazioni sensibili sull’ex compagna, vittima delle terribili violenze e persecuzioni da parte del padre affidatario: la Corte di Appello di Firenze ha confermato la condanna a 1 anno, emessa in primo grado dal tribunale di Siena, per un ex maresciallo dei carabinieri di Radicondoli. La vicenda, che risale agli anni 2011-2012, si lega agli episodi di rapimento e violenza carnale subiti da una 37enne un tempo residente in Val d’Elsa, che sono tutt’oggi sotto la lente di ingrandimento della Procura di Siena.

 

Secondo la difesa della donna che presentò denuncia, rappresentata dall’avvocato Massimo Rossi, il militare – probabilmente per una sorta di vendetta sentimentale nei confronti della ex – reperiva dalla banca dati informazioni sugli spostamenti della donna, che viveva in località protette, e le forniva al suo aguzzino, che era in grado così di individuarla ed entrare in azione. Il giudice ha riconosciuto l’uomo colpevole soltanto degli accessi abusivi, ma l’attività di indagine ha rivelato una intensa comunicazione tra i due soggetti, tanto che ai singoli accessi abusivi corrisposero temporalmente alcuni casi di violenza.

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