2 GIUNO:3500 A PARATA, NAPOLITANO SODDISFATTO. “COSTI IN LINEA CON 2013”

(di Massimo Nestico’)
– La passeggiata del premier Matteo Renzi da Palazzo Chigi ai Fori Imperiali
tra selfie, caffe’ ed high-five. 

Il tailleur fucsia sgargiante del ministro per
le Riforme Maria Elena Boschi in tribuna. L’assenza di esponenti grillini e
leghisti. Il ritorno dei corazzieri a cavallo dopo l’ultima edizione da
‘appiedati’. E delle Frecce Tricolori.
L’applauso ai due
maro’ al passaggio della brigata San Marco.Sono alcune cartoline della parata
militare per la 68/a Festa della Repubblica. La prima di Renzi premier. E di un
ministro della Difesa donna, Roberta Pinotti. La nona per il capo dello Stato
Giorgio Napolitano, che alla fine ha parlato di cerimonia “impeccabile”.
Il primo appuntamento della giornata e’ fissato
alle 9.15 all’Altare della Patria per l’omaggio di Napolitano al monumento del
Milite Ignoto. Ad attendere il capo dello Stato al Vittoriano, i presidenti di Senato
e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Dopo un po’ arriva anche Renzi,
completo blu scuro e cravatta in tinta. Niente auto blu per lui, che ha
preferito una passeggiata nel centro di Roma (stessa cosa ha fatto poi al
termine della manifestazione), segnata da strette di mano, incitamenti
(“Non mollare, ti aiutiamo noi”) e selfie. Dopo la deposizione della corona
d’alloro, c’e’ stato anche il tempo per la sosta in un caffe’ a piazza Venezia
per il premier, Grasso ed il presidente della Corte Costituzionale, Gaetano
Silvestri.
Bisogna risalire all’epoca
Berlusconi, prima delle ultime due edizioni dei ‘sobri’ Enrico Letta e Mario
Monti, per trovare un altro premier disposto al bagno di folla del 2 giugno.
Anche Boldrini si e’ fermata a salutare gli spettatori dietro le transenne, tra
cui due amici dei militari trattenuti in India che indossavano una maglietta
con la scritta ‘Maro’ liberi’. “Li riporteremo a casa”, ha promesso
la presidente della Camera.   Nella tribuna autorita’ – affollata come di
consueto da abiti scuri ed ‘istituzionali’ – spiccava il completo fucsia di Maria
Elena Boschi, una tonalità accesa che ha ricordato l’azzurro elettrico del
vestito indossato dal ministro per le Riforme al Quirinale in occasione del
giuramento del Governo. Insieme a Boschi e Pinotti, presenti anche altri due
ministri, Federica Mogherini ed Angelino Alfano. C’erano ovviamente tutti i
vertici delle forze armate, il capo della polizia, Alessandro Pansa ed il
comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli. Assenti invece gli
esponenti M5S. “Le forze armate – ha spiegato il deputato stellato Massimo
Artini – sono una componente istituzionale importante, ma lo Stato e’ del
popolo. Per questo oggi abbiamo deciso di non aderire alla parata, poichè
questa non esprime tutte le componenti del nostro Stato”.
La sfilata parte alle
10, divisa in sette settori tra presente e futuro. Tra il ricordo della Grande
Guerra nel centenario, con le uniformi storiche indossate dai militari, ed il
pensiero rivolto all’imminente semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea,
con gli stendardi delle missioni Ue bene in vista. E poi il momento dei maro’,
con il passaggio della brigata San Marco e l’annuncio dello speaker salutato
con un applauso dalle tribune a Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. A
concludere il volo della Pattuglia acrobatica nazionale, che ha lasciato la scia
tricolore nel cielo della Capitale. “La manifestazione di oggi – e’ il
messaggio del ministro Pinotti – dimostra che e’ possibile coniugare il senso
della misura all’enfasi dei valori piu’ alti della nostra Repubblica”.

   I COSTI – Immancabili, anche
quest’anno, le polemiche sui costi, che il ministro Pinotti stoppa via Twitter:
“2 giugno, una festa della Repubblica piu’ bella, piu’ partecipata, piu’ sobria.
In linea con i costi sostenuti lo scorso anno”, scrive. E a stretto giro
anche il capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, conferma:
la parata “e’ stata condotta con sobrieta’ ed in linea con i numeri e i
costi sostenuti nella edizione del 2013”. Di quanto si tratta? Un milione
e 900 mila euro, una cifra che in ambienti della Difesa dicono essere all’incirca
la stessa dell’anno scorso. Quest’anno, in piu’, ci sono state le Frecce
tricolori, e’ vero, ma il loro costo – viene sottolineato – e’ a carico di
privati che “sponsorizzano” le esibizioni della Pattuglia acrobatica
nazionale. 

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