17 MILIONI DI EURO, ECCO QUANTO COSTA LA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN LIBIA

(di Luca Marco Comellini per Tiscali Notizie) – Costa 17milioni 388mila euro la missione militare italiana in Libia. Dallo scorso 23 settembre 300 militari, di cui 65 medici e infermieri, 135 come supporto logistico e 100 paracadutisti per garantire la sicurezza, sono in Libia per costruire un ospedale militare nell’area di Misurata destinato a curare i feriti delle milizie libiche (IL DOSSIER).

“Operazione Ippocrate”

La comunicazione ufficiale della missione, denominata “Operazione Ippocrate” il Governo l’ha data il 13 settembre alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato. Nel corso dell’audizione i ministri degli Esteri e della Difesa, Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti non avevano rivelato il costo dell’operazione militare che si affrettarono a definire umanitaria in quanto disposta in attuazione della risoluzione 2259 dell’Onu. Risoluzione che gli ha consentito di impegnare le nostre forze armate semplicemente a seguito della richiesta del governo libico di Tripoli guidato dal primo ministro Fayez al Sarraj. In quell’occasione il Parlamento ha anche scoperto che in Libia i militari italiani già c’erano stati il 15 agosto per una ricognizione sanitaria e il 23 agosto per una logistica.

Fornire assistenza sanitaria alle forze libiche

Sul sito web della Difesa la spiegazione della missione recita che lo scopo è quello di “Fornire assistenza sanitaria alle forze libiche impegnate nel contrasto alla presenza di Daesh in Libia mediante lo schieramento di una struttura ospedaliera campale militare interforze a sostegno dell’ospedale civile di Misurata.”. Dopo i sopralluoghi del mese di agosto la missione vera e propria è iniziata il 17 settembre quando un primo gruppo di militari è arrivato in Libia e il successivo 23 dello stesso mese è arrivato il resto a completare lo schieramento che, come detto, è di 300 militari.

La spesa complessiva

La spesa complessiva che graverà sulle tasche dei contribuenti fino al 31 dicembre non è di poco conto e i circa 160.000 euro che la Difesa ha stanziato per pagare ogni giorno le indennità ai 300 militari (a cui se ne aggiungono altri 2 inquadrati nella missione United Nations Support Mission in Libya – UNSMIL) di ogni ordine e grado, per garantirgli vitto e alloggio e per mantenere l’efficienza dei mezzi e dei supporti logistici e operativi potrebbero aumentare a partire dal 1 gennaio 2017, cioè quando la missione, destinata a durare sicuramente a lungo, rientrerà, insieme a tutte le altre che impegnano all’estero le forze armate italiane, nella legge quadro sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali approvata lo scorso 21 luglio (legge n. 145/2016).

Proroga delle missioni

I 17 milioni e passa di cui parliamo che vanno quindi ad aggiungersi ai 1.290.793.929 euro già stanziati fino al 31 dicembre prossimo per la proroga delle missioni militari all’estero potrebbero non essere sufficienti in quanto la formulazione dell’articolo 9 – la norma che autorizza la missione in Libia – sta sollevando non pochi dubbi tra addetti ai lavori. Infatti, dal punto di vista economico, la mancanza della data di decorrenza del periodo a cui si riferisce la spesa potrebbe avere dei riflessi, come avvenuto in altri casi, che finirebbero con il generare un notevole contenzioso tra i militari e la ministra della difesa Roberta Pinotti perché per il periodo non coperto dal decreto legge i primi si vedranno decurtare sensibilmente l’indennità di missione che si ridurrebbe all’incirca a un terzo di quella attualmente prevista per le altre missioni come ISAF ed EUPOL AFGHANISTAN, UNIFIL. Oltre alla diaria di missione prevista dalla tabella allegata al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 6 giugno 2003 relativa il paese dove si svolge la missione o all’area geografica, i militari possono contare anche su altre indennità e maggiorazioni economiche come il compenso forfettario di impiego che fanno notevolmente lievitare gli importi giornalieri.

La mancanza della data

Gli effetti della dimenticanza del Governo potrebbero avere anche dei riflessi di un certo rilievo sul piano politico se consideriamo che per lo stesso motivo – la mancanza della data di decorrenza dell’autorizzazione – nei confronti dei militari partiti in tutta fretta per soccorrere le milizie libiche, prima dello scorso 24 ottobre, si è applicato il codice penale militare di guerra.

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