Polizia

10 aprile, festa della Polizia tra luci ed ombre: il dietro le quinte di una cruda realtà tra medaglie, fanfare e organici a pezzi

“Lucidate gli ottoni, esponete le bandiere! Mettete qualche marcetta e condite il tutto con un bel discorso denso di ottimismo. E che la festa inizi in pompa magna. Ebbene il 10 aprile si festeggerà il 172° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, ma i motivi per festeggiare non sono molti. La voragine negli organici procede di pari passo agli ingressi di migranti in cerca di aiuto che non sappiamo dove alloggiare facendo del Silos lo scempio che ci porta alla ribalta della stampa oramai non solo nazionale. La criminalità predatoria a causa delle condizioni socio economiche è in aumento e l’allarme lanciato dai media locali viene tacitato dai questori taumaturghi che, sono costretti a sempre più frequenti azioni ad “alto impatto”.

Elicotteri, reparti da Padova e manifestazioni

“Si attinge l’elicottero da Venezia, i reparti prevenzione crimine da Padova, gli aggregati per la vigilanza del groviera carsico da tutta Italia, facendo del Friuli Venezia Giulia un perenne campo estivo per i Colleghi in trasferta. La Polizia di Stato arranca sulle braccia di una truppa oramai allo stremo delle forze che deve continuamente essere aiutata dal reparto mobile (oramai in pianta stabile) per quelle miriadi di attività che vedono il capoluogo di regione come un appetitoso palcoscenico internazionale. Partite, concerti, visite di Capi di Stato, G7, manifestazioni continue, che sono il sale della democrazia, ma che devono contare su assegnazioni adeguate o su istituzioni in sede di reparti ad hoc al fine di contemperare il diritto di tutti (manifestanti, contromanifestanti e semplici insofferenti ai disagi che a volte insorgono peggio dei contromanifestanti)”.

Vittorio, dietro la “nuova rotta” della Polizia qualcosa non torna

Telecamere, sanzioni e specialità

“La cruda verità è che le quiescenze sono un fiume in piena, mentre gli ingressi arrivano con il contagocce; che le telecamere non fanno da deterrente per chi non ha nulla da perdere, così come le attuali sanzioni che, vengono comminate alla fine di processi quinquennali in barba alla Cartabia oggi nuovamente ritoccata; che tutte le esperienze di sicurezza partecipata non possono sostituire il compito di chi fa questo mestiere dal 1852 con competenza e professionalità che deriva dalle scuole di formazione. Che le specialità in regione stanno pagando il più alto tributo in termini di risorse umane. Il dieci invece si terranno grandi discorsi sui massimi sistemi, su quella “rivoluzione promessa” che fù/è la legge 121 del 1° aprile 1981, magnificando grandi risultati che sono il portato del solo supplemento d’anima e dell’abnegazione personale che mette in campo nel quotidiano ogni collega (questori compresi, gestori di un budget umano e materiale sempre più striminzito e parcellizzato)”.

“Non importa, si brinderà lo stesso”

“Non si parlerà invece a sufficienza dei colleghi che non ci sono più caduti oramai nell’oblio; delle sofferenze di chi, per far quadrare il bilancio familiare fa i doppi turni ed è pronto a qualsiasi trasferta, aggregazione improvvisa a 1000 km di distanza, pur di mandare i figli all’università e donare loro una minima possibilità. Ma non importa, il trombettiere (prestato dall’esercito) suonerà gli squilli, luccicheranno le medaglie puntate al petto, si consegnerà qualche pergamena e si brinderà con un uvaggio tutti assieme, leoni e gattopardi, in attesa della sostituzione completa fatta di pecore, IA, robot ed occhi elettronici (in tanti anni non ne ho mai visto un modello “animato“ capace di fermare un ladruncolo)”.

Un codice blu

“Caro legislatore, l’input chiesto a gran voce dai cittadini è chiaro e coincide perfettamente con le istanze sindacali; è finito il tempo degli output simbolici, abbiamo la necessità di output concreti, investimenti reali su quel volano irrinunciabile dell’economia che è la sicurezza. Il ripianamento degli organici, l’adeguamento dei mezzi ed un impianto normativo a tutela di chi difende la società e di tutte le helping profession è il minimo sindacale che ci si aspetta. Il SIULP FVG invoca un “codice BLU” per tutte le helping profession. Un codice di settore che consenta una tutela a 360° sul piano penale (se alzi le mani vai in galera), amministrativo e civile (se cagioni un danno fisico o ai materiali, paghi immediatamente e quel debito ha una prelazione assoluta)”.

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